Papa a Loreto: mons. Dal Cin, “grazie di aver scelto la Santa Casa per firmare il documento sui giovani”

“Da tempo lei desiderava farsi pellegrino alla Santa Casa, ma anche noi l’aspettavamo. Eccoci tutti qui, Santità, felici di accoglierla e di ascoltarla”. È il saluto di mons. Fabio Dal Cin, arcivescovo prelato di Loreto, al Papa, prima del suo discorso sul piazzale antistante al Santuario, subito dopo la Messa nella Santa Casa e la firma dell’esortazione apostolica ai giovani. “Ci sono fedeli, sacerdoti, religiosi, di Loreto e delle diocesi delle Marche, con i loro Vescovi, e provenienti da varie città e nazioni”, la fotografia scattata dal vescovo: “Ci sono amici credenti e non credenti, che nella Santa Casa riconoscono un ideale luogo comune, dove condividere e concretizzare la convivenza rispettosa e il desiderio di costruire insieme la pace. Ci sono soprattutto gli ammalati, che fin dall’arrivo della Casa nazaretana su questo colle hanno sperimentato la presenza di Maria e qui continuano ad ottenere la guarigione spirituale e fisica. Tanti non potendo essere qui oggi, ci seguono da casa attraverso la radio e la televisione.
Ci sono le famiglie, anche quelle che hanno iniziato il cammino di spiritualità proposto dal santuario, e quelle segnate dal terremoto che attendono di tornare nella propria casa: in questo angolo di Terra Santa tutte trovano la grazia di ricominciare e fortificano la propria vocazione missionaria. Ci sono i ragazzi e i giovani – eccone un gruppo, a rappresentarli tutti! – che dal Sì di Maria attingono forza per accogliere il disegno di Dio nella loro vita”. “Grazie di aver scelto la Santa Casa per firmare il documento sui giovani, frutto del Sinodo a loro dedicato e per aver voluto che il Centro Giovanni Paolo II di Loreto, ne diventi luogo di concreta attuazione: e lì ogni giovane si senta a casa”, l’omaggio del vescovo: “Lei oggi incoraggia ancora una volta tutta la Chiesa a rivolgersi a Maria e ad affidarsi a Lei, per percorrere la via della misericordia e dell’accoglienza, con umiltà e semplicità. La sua presenza conferma l’universalità di questo Santuario, custode delle pietre che ancora vibrano di quel Sì che ha rinnovato il mondo”.
“Dopo la recita dell’Angelus suoneranno a festa le campane di tutti i campanili delle Marche”, ha annunciato mons. Dal Cin: “Ricorderanno il saluto dell’Angelo alla Vergine. Ma saranno anche l’affettuoso saluto che le rivolge questa bella terra marchigiana, assicurandoLe costante preghiera per il suo ministero”.

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