Papa a Loreto: “La Santa Casa è la casa dei giovani”, per “ascolto, discernimento, decisione”

“La Santa Casa è la casa dei giovani, perché qui la Vergine Maria, la giovane piena di grazia, continua a parlare alle nuove generazioni, accompagnando ciascuno nella ricerca della propria vocazione. Per questo ho voluto firmare qui l’Esortazione apostolica frutto del Sinodo dedicato ai giovani. Si intitola ‘Christus vivit – Cristo vive’”. Così il Papa, nel discorso nel piazzale davanti al Santuario, ha spiegato il legame tra Loreto e i giovani, e il motivo della scelta di questo luogo per la firma dell’esortazione apostolica. “Nell’evento dell’Annunciazione – la tesi di Francesco – appare la dinamica della vocazione espressa nei tre momenti che hanno scandito il Sinodo: ascolto della Parola-progetto di Dio; discernimento; decisione”. “Il primo momento, quello dell’ascolto – ha spiegato il Papa – è manifestato da quelle parole dell’angelo: ‘Non temere Maria, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù’. È sempre Dio che prende l’iniziativa di chiamare alla sua sequela”. “Dio è il primo, è lui che fa strada alla nostra vita”, ha aggiunto a braccio: “La chiamata alla fede – ha proseguito – e ad un coerente cammino di vita cristiana o di speciale consacrazione è un irrompere discreto ma forte di Dio nella vita di un giovane, per offrirgli in dono il suo amore”. “Occorre essere pronti e disponibili ad ascoltare ed accogliere la voce di Dio, che non si riconosce nel frastuono e nell’agitazione”, il commento di Francesco, secondo il quale “il suo disegno sulla nostra vita personale e sociale non si percepisce rimanendo in superficie, ma scendendo a un livello più profondo, dove agiscono le forze morali e spirituali. È lì che Maria invita i giovani a scendere e a sintonizzarsi con l’azione di Dio”. Il secondo momento tipico di ogni vocazione è il discernimento, espresso nelle parole di Maria: “Come avverrà questo?”. “Maria non dubita”, il racconto del Papa: “La sua domanda non è una mancanza di fede, anzi, esprime proprio il suo desiderio di scoprire le sorprese di Dio. In lei c’è l’attenzione a cogliere tutte le esigenze del progetto di Dio sulla sua vita, a conoscerlo nelle sue sfaccettature, per rendere più responsabile e più completa la propria collaborazione”. “È l’atteggiamento proprio del discepolo”, ha fatto notare Francesco: “Ogni collaborazione umana all’iniziativa gratuita di Dio si deve ispirare a un approfondimento delle proprie capacità e attitudini, coniugato con la consapevolezza che è sempre Dio a donare, ad agire; così anche la povertà e la piccolezza di quanti il Signore chiama a seguirlo sulla via del Vangelo si trasforma nella ricchezza della manifestazione del Signore e nella forza dell’Onnipotente”. La decisione è il terzo passaggio che caratterizza ogni vocazione cristiana, ed è esplicitato dalla risposta di Maria all’angelo: “Avvenga per me secondo la tua parola”. “Il suo ‘sì’ al progetto di salvezza di Dio, attuato per mezzo dell’Incarnazione, è la consegna a Lui di tutta la propria vita”, le parole del Papa: “È il ‘sì’ della fiducia piena e della disponibilità totale alla volontà di Dio. Maria è il modello di ogni vocazione e l’ispiratrice di ogni pastorale vocazionale: i giovani che sono in ricerca o si interrogano sul loro futuro, possono trovare in Maria Colei che li aiuta a discernere il progetto di Dio su loro stessi e la forza per aderire ad esso”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia