Editoria: Giovannelli (Anso), “mondo digitale pronto a lavorare per un’informazione sempre più corretta”

“Ben venga un percorso condiviso che mette al centro il pluralismo dell’informazione tenendo in considerazione i nuovi scenari introdotti dal digitale e gli assetti di mercato”. Così il presidente dell’Associazione nazionale stampa online (Anso), Marco Giovannelli, commenta il percorso che si è avviato questa mattina a Roma con gli Stati Generali dell’editoria.
“Anso – assicura il presidente – è pronta a fare la propria parte non solamente perché rappresenta il settore digitale cui è stato riconosciuto un ruolo fondamentale”. Ma anche perché “nella nostra associazione si ritrovano realtà relativamente piccole che però sono presenti su tutto il territorio nazionale, da Aosta a Savona, da Varese a Bergamo, a Reggio Calabria, Bari, Trapani e Alghero. Parliamo di realtà che assomigliano a tutti gli effetti a piccole e medie imprese. Sono tutte realtà native digitali; giornali prevalentemente locali che hanno una vicinanza particolare con la vita delle comunità con la quale hanno un legame molto stretto”.
Piccole realtà, ha spiegato Giovannelli, ma “molte di queste hanno un aspetto occupazionale importante anche perché il tentativo fatto con gli ultimi 20 anni di lavoro è stato quello di rendere sempre più strutturate queste realtà e farle uscire da una dimensione che non sempre era regolare, sia per quanto riguarda la registrazione delle testate e sia perché non c’era attenzione ai rapporti di lavoro e alle caratteristiche del lavoro che svolgiamo”.
Il presidente di Anso ha richiamato il “lavoro di censimento e misurazione delle testate digitali, un lavoro che fino ad oggi non era mai stato fatto se non parzialmente. Sarebbe già un primo successo far emergere queste realtà, sia per continuare a regolamentarle ancora meglio ma anche per dare valore ed evitare che queste realtà vengano associate alla cosiddetta ‘jungla del web’ o alle ‘fake news’”. E poi si è soffermato sulle trasformazioni che hanno interessato il settore, visto che “oggi chi ci legge lo fa per il 75% dei casi con lo smartphone e questo cambia completamente il modo di fare il nostro lavoro. La verifica delle fonti e il lavoro sulla notizia devono essere gli stessi ma l’interazione con i lettori attraverso lo smartphone è completamente diverso”.

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