Editoria: Crimi (sottosegretario), “cercare insieme soluzioni per un settore che è in crisi”

(Foto: Presidenza del Consiglio dei ministri)

Gli Stati generali dell’editoria vogliono essere da parte del Governo “un momento in cui tendere la mano per cercare insieme delle soluzioni per un settore che è in crisi. Un settore che ha ricevuto in questi anni una serie di interventi, in genere di carattere economico, che sono serviti un po’ a resistere ma non hanno contribuito a creare le condizioni per superare la crisi sistemica. Al di là delle responsabilità, oggi non vogliamo guardare al passato ma solo al futuro”. Lo ha affermato questa mattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l’editoria, Vito Crimi, nel suo intervento agli Stati Generali dell’editoria.
Quello che parte oggi, ha sottolineato il sottosegretario, sarà “un percorso partecipato e condiviso” nel quale “tutti avranno la possibilità di essere coinvolti”. “Non saranno più solo i soliti soggetti coinvolti” a dire la loro “perché oggi serve una visione più ampia. Oggi ci sono nuove professioni, ci sono i social, ci sono nuovi strumenti di disintermediazione di cui bisogna prendere atto e sui quali bisogna riflettere per capire qual è il ruolo dei giornalisti, dell’editoria, dell’informazione professionale rispetto a quella disintermediata”.
Crimi ha parlato anche dell’“operazione trasparenza” relativa al fatto che una testata dice in maniera esplicita chi la possiede: “quando parlo dell’editore – ha spiegato – devo informare chi mi sta ascoltando o leggendo che sto parlando dell’editore che mi possiede”. Il sottosegretario ha anche annunciato che “il ministero della Giustizia sta avviando in questi giorni un tavolo per affrontare il tema delle liti temerarie, delle denunce per diffamazione, un tema condiviso che doveva essere risolto da tempo”.
Crimi ha poi spiegato le cinque fasi del percorso nel quale “dovremo mettere al centro i cittadini” perché “partendo dai cittadini riusciamo a ricostruire un sistema, un settore” di cui “i cittadini non sono solo i fruitori” ma rispetto al quale “contribuiscono”. La conclusione dell’iter è prevista per settembre 2019, quando il governo e le commissioni parlamentari competenti scriveranno le proposte di legge definitive.

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