Diocesi: Lamezia Terme, card. Parolin a costruttori chiesa S. Benedetto, “contemplare la bellezza per passare al servizio degli uomini”

“In chiesa si entra per incontrare il Signore, si esce dalla chiesa per incontrare i fratelli e mettersi a loro servizio. Abbiamo bisogno in questo nostro tempo di cose belle. Fissare lo sguardo sulle cose belle e, attraverso di esse, metterci in relazione con l’Autore della Bellezza, con il Signore. E dalla bellezza contemplata, passare al servizio degli uomini e dei loro bisogni”. Così il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin,  che questa mattina a Lamezia Terme ha incontrato nel seminario vescovile operai, dirigenti della Ferraro Spa, artisti, professionisti, benefattori e tutti coloro che hanno cooperato alla realizzazione della chiesa S. Benedetto, insieme alle rispettive famiglie, in vista della celebrazione della dedicazione di oggi pomeriggio. Il segretario di Stato, portando il saluto di Papa Francesco, ha ricordato come “nei tempi antichi la costruzione di una cattedrale coinvolgeva tutta la comunità” perché “nella costruzione della chiesa materiale si concretizzava la Chiesa viva, fatta di pietre vive, che siamo tutti noi”. “Da quello che avete raccontato – ha proseguito -, questa chiesa che oggi dedicheremo è frutto di un lavoro svolto all’insegna della coralità, un concorso di cooperazione e collaborazione realizzato lavorando insieme. Da chi ha avuto compiti specifici a tutti i fedeli. Mi auguro sia stata anche un’esperienza spirituale, un momento di approfondimento del vostro rapporto con il Signore, di crescita nella fede, nella speranza e nella carità”. Nel ringraziare il card. Parolin per la sua presenza, il vescovo Luigi Cantafora ha parlato “di un sogno che si realizza” e ha sottolineato che “la nuova chiesa rappresenta e trasmette un messaggio di unità per la nostra Lamezia” che, “solo unita”, può svolgere “la sua missione a servizio di tutta la Calabria”. Paolo Portoghesi, nel presentare l’opera, ha messo in evidenza come la nuova chiesa concretizzi nella sua progettazione le intuizioni del Concilio Vaticano II rispetto all’architettura sacra per cui “è tutta la comunità che celebra insieme ai sacerdoti”. E ha ricordato Benedetto XVI “le cui riflessioni sulla liturgia e sull’arte sono state un punto di riferimento per questo progetto. La chiesa è al tempo stesso casa di Dio e casa degli uomini”.

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