Carlo Acutis: mons. Russo (Cei), “santità un cammino possibile nella semplicità”. Mons. Sorrentino (Assisi), “partire dalla bellezza della vita”

“La santità è qualcosa che in qualche modo ci assomiglia, verso cui dovremmo avere come una sorta di connaturalità”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, durante la presentazione del libro “Originali, non fotocopie – Carlo Acutis e Francesco di Assisi”, scritto dal vescovo di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, che si è tenuta ieri alla Sala stampa del Sacro Convento di Assisi. “Per i cristiani c’è una chiamata comune alla santità. Da queste pagine – ha aggiunto mons. Russo – emerge come la santità è davvero un cammino possibile nella semplicità della vita di un ragazzo che ha saputo darci anche questa leggerezza del tratto rispetto alla sua risposta quotidiana alla chiamata del Signore”. Secondo il segretario generale della Cei, “Carlo ci fa vedere che la santità è qualcosa che avviene nell’attimo presente della vita, non è qualcosa che è avvenuto o avverrà, ma è qualcosa che avviene nella semplicità della vita di ogni giorno quando ci si mette davanti al Signore cercando di rispondere con la propria vita alla sua chiamata. Un santo è sempre originale perché è una risposta particolare alla chiamata dell’amore di Dio”.
“Questo mio scritto vuole parlare di Francesco e di Carlo, ma ancora di più vuole parlare di Gesù. Carlo – ha spiegato mons. Sorrentino – dà l’indicazione assolutamente praticabile della santità. Per capire cosa è la santità cristiana bisogna partire dalla bellezza della vita e dalla voglia di vivere. Francesco dopo 25 anni ha capito lo scatto che doveva fare. Carlo è arrivato nella sua brevissima vita a fare questa scelta radicale. Siamo alla stessa radicalità incarnata in forme diverse”.

Hanno partecipato all’incontro anche i genitori di Carlo Acutis. La madre, Antonia Salzano, ha raccontato che “Carlo diceva sempre che voleva diventare santo, ma non come San Francesco. Era preoccupato perché la santità di San Francesco è insormontabile. Nei disegni del Signore, Carlo sentiva già questo peso, forse inconsciamente questa chiamata, come già si profilasse quello che doveva essere il suo ruolo, questa santità giovane, semplice, quotidiana che può essere raggiunta da tutti: di fatto per Carlo la santità è stata affidarsi a Gesù Eucarestia, ai Sacramenti. Una vita semplice coniugata alla scuola dell’Eucarestia dove ha imparato che Gesù si da nell’Eucarestia e ci alimenta, ma a sua volta ha imparato a donarsi anche agli altri nella semplicità evangelica che è propria di chi cerca di seguire il Signore in semplicità”.

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