Argentina: Giornata della Memoria della dittatura, dalla Chiesa un richiamo al constante rispetto dei diritti umani

“Nella Giornata nazionale della Memoria per la verità e la giustizia desideriamo esprimere, come Commissione nazionale Giustizia e Pace della Conferenza episcopale argentina il nostro impegno per la difesa dei diritti umani, per il consolidamento dello Stato di diritto, per la convivenza democratica, e ribadire i nostri sforzi per contribuire al cammino della memoria, della verità e della giustizia”. Lo scrive l’organismo ecclesiale dell’Episcopato argentino, in un comunicato diffuso ieri, 24 marzo. “Abbiamo sperimentato, come popolo – prosegue la nota – che i diritti umani devono sempre essere al centro di tutte le decisioni, che l’uguale dignità di tutti dev’essere riconosciuta, rispettata, protetta, promossa in tutte le circostanze e che la violenza non è la soluzione per la nostra società frammentata, ma piuttosto il dialogo e il rispetto, nella ricerca dell’equità, della cultura dell’incontro, del bene di tutti, specialmente dei nostri fratelli più poveri”. Nessuno, quindi, “dev’essere scartato, il riconoscimento del valore della vita, della dignità e dei diritti inalienabili della persona costituisce la base indispensabile di ogni convivenza umana e del destino felice di un popolo”.
La Commissione Giustizia e pace conclude ricordando l’imminente beatificazione e riconoscimento del martirio di mons. Enrique Angelelli, dei padri Carlos Murias y Gabriel Longueville e del laico Wenceslao Pedernera, conosciuti come i “martiri de La Rioja”, città dove sarà celebrato il rito, “vittime del periodo più oscuro della nostra storia. Che il loro esempio e la loro morte ci spingano a cercare sempre la verità ad appassionarci per la giustizia, a lavorare per la pace e per la vita”, nella certezza che la morte non ha l’ultima parola, mentre nella società argentina continua a risuonare la parola “Mai più”.

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