Abusi: p. Lombardi, attenzione alle vittime è “priorità” e “deve far parte strutturalmente del ministero del vescovo”

“La priorità dell’ascolto delle vittime è stata ribadita da tutti i gruppi, dove si è riconosciuta la forza delle testimonianze ascoltate per raggiungere la comprensione più adeguata dei problemi, della gravità delle sofferenze e della profondità delle ferite, e quindi della gravità dell’occultamento e della negligenza nell’agire per rispondere alle vittime, per fare giustizia e impedire ai colpevoli di ripetere i crimini”. È quanto scrive padre Federico Lombardi, presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Ratzinger-Benedetto XVI e moderatore dell’Incontro per la Tutela dei minori in Vaticano nel volume, appena pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, “Consapevolezza e purificazione”.  “Spesso le ferite profonde nelle vittime sono causate non solo dal fatto degli abusi, ma anche in gran parte dall’esperienza del rifiuto di essere ascoltate”, annota Lombardi: “Ciò ha spesso provocato un risentimento profondo e ha indurito gli atteggiamenti critici. Anche se è difficile, è giusto continuare a coltivare un atteggiamento di ascolto verso tutte le vittime”. “Per garantire l’ascolto occorre provvedere persone e luoghi precisi, conoscibili dalle vittime e dai loro familiari”, la proposta: “Ciò non esime tuttavia i vescovi dall’esercitare anch’essi l’ascolto in prima persona, ciò che è necessario per comprendere la natura e la profondità dei problemi”. “L’ascolto deve far parte ‘strutturalmente’ del ministero pastorale del vescovo”, il monito: “Occorre sviluppare le capacità non solo di primo ascolto, ma di accompagnamento delle vittime e persone ferite”. Tra le proposte emerse dall’incontro di febbraio, quella di “arrivare a formulare cammini di guarigione e riconciliazione delle vittime nel corpo della comunità ecclesiale, anche con riti e liturgie appropriate, compresa la partecipazione all’Eucarestia come luogo della piena comunione nel Corpo di Cristo che è stato profanato e ferito dagli abusi. Si può mirare ad avere una vera partecipazione di vittime all’aiuto di altre vittime e al cammino verso la guarigione e il rinnovamento nelle comunità ecclesiali. Inoltre si è parlato del maggiore ruolo che va riconosciuto alle vittime nel corso dei processi canonici”.

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