Memoria: De Simone (Dialoghi), “non si può veramente costruire il futuro senza”

“Che posto ha nell’esperienza umana la memoria? Se consideriamo il modo di vivere diffuso ai nostri giorni, sembra di poter dire che oscilliamo paurosamente tra un ricordo che si fa rancore o nostalgia e un presentismo senza respiro e senza orizzonte”. Lo scrive Pina De Simone, direttrice di Dialoghi, trimestrale di cultura dell’Azione Cattolica, nell’editoriale del primo numero del 2019. Un testo in cui indica “un tempo fatto di relazioni, come tutto ciò che appartiene all’umano”. De Simone volge l’attenzione a “relazioni che, in fondo, ci spaventano”. “La relazione al passato da cui veniamo, e la relazione a un futuro, che non ancora vediamo, ma verso cui ci avvertiamo protesi. Gestire queste relazioni, prenderne coscienza, non è affatto semplice”. Nelle sue parole, la consapevolezza che “il venir meno della memoria non ha soltanto a che fare con le promesse mancate o deluse, ma anche, e ancor di più, con le illusioni che alimentano, potenti e pervasive, il modo di vivere e di pensare di questo strano tempo che viviamo”. “Le illusioni non sono speranza – sottolinea -. Sono la disperazione che prende voce. Una costruzione fragile, che sa di esserlo, e per questo si veste di forza e talvolta, addirittura, di violenza”. Infine, un monito. “Senza memoria ci si può forse sentire illimitatamente aperti a possibilità impensabili e impensate, ma non si può veramente costruire il futuro. Ogni proiezione in avanti acquista l’amaro retrogusto di un’illusione destinata a naufragare”.

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