Papa in Marocco: Koulagna (Istituto al Mowafaqa), “spero che dopo questa visita l’incontro tra cristiani e musulmani diventi più facile”

“La mia speranza per questa visita è che il dialogo acquisisca una velocità più sostenuta e riesca a compiere passi concreti. Spero, cioè, che l’incontro diventi più facile e che cristiani e musulmani possano avvicinarsi tra loro con maggiore fiducia reciproca: i musulmani senza sospettare i cristiani di proselitismo, i cristiani liberi dall’idea di essere impediti dai musulmani dal vivere la propria fede”. Lo afferma p. Jean Koulagna, pastore luterano del Camerun, direttore dell’Istituto ecumenico di teologia al Mowafaqa a Rabat. Intervistato dal Sir alla vigilia della visita di Papa Francesco in Marocco, p. Koulagna afferma che “l’islam oggi è dappertutto, anche in Europa. Una realtà però che gli europei guardano come ad un fenomeno nuovo, spesso con paura. Non si hanno gli strumenti adatti per rapportarsi e si cercano risposte”. Di Papa Francesco dice: “Un Papa interessante che ha scosso la Chiesa cattolica e rotto molti tabù. Ma soprattutto un Papa del dialogo che ha sempre cercato di aprire finestre”. L’Istituto al Mowafaqa (che in lingua araba significa “l’accordo”), è un progetto pilota, una vera perla del dialogo ecumenico e interreligioso in terra africana. È frequentato da una quarantina di studenti divisi in due classi di licenza teologica e un corso speciale in “dialogo tra le culture e le religioni” che alla fine di un percorso di 6 mesi rilascia un certificato. È di fatto una università internazionale (più di 20 nazionalità sono presenti), ecumenica (sostenuta, anche finanziariamente, da cattolici e protestanti insieme) e in dialogo con l’Islam e la cultura marocchina.

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