Papa in Marocco: Faouzi (Caritas Rabat), “il numero dei migranti che chiede aiuto è in continuo aumento”

“Il numero dei migranti che chiede aiuto è in continuo aumento e non riusciamo ancora ad uscire dal livello della risposta umanitaria. D’inverno vengono a chiedere coperte per ripararsi dal freddo, hanno bisogno di cibo, di contributi economici per pagare l’affitto, di farmaci e cure mediche. Soffrono di patologie legate alla precarietà: infezioni, malattie delle vie respiratorie, Tbc”. Drammatica è la situazione che tratteggia Chloé Faouzi, direttrice del Centro di accompagnamento migranti (Cam) di Caritas Rabat. Intervistata dal Sir alla vigilia della visita di Papa Francesco in Marocco, Faouzi sottolinea come ogni anno almeno 4.000 persone, di cui un quarto minorenni, varcano la porta del centro, che si trova nel quartiere residenziale di Taqaddoum, a Rabat. Aperto solamente quattro anni fa, il centro Caritas è già diventato un punto di riferimento, grazie al classico passaparola tra i bisognosi. Il target degli utenti sono i migranti più vulnerabili: famiglie, donne incinte o con bambini, persone con disabilità, e soprattutto minori non accompagnati, un fenomeno in drammatica crescita mentre l’età si abbassa sempre di più. Molti sono ragazzi di strada che si muovono in gruppo, ci sono perfino bambini di 8 o 9 anni. Il centro ne segue 150, offre alloggio, accompagnamento psicologico, formazione professionale e scolarizzazione. Per i minori non accompagnati il Centro ha predisposto dei progetti personalizzati. “Molti fuggono da situazioni drammatiche, altri vogliono tentare la fortuna per aiutare le famiglie rimaste a casa. Tutti vogliono andare in Europa – racconta Fayçal Chnafa, responsabile del polo inclusione –. Alcuni sono più determinati a proseguire il viaggio nonostante i rischi, altri si accontentano di piccole opportunità che trovano in Marocco e restano qui”.

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