Papa a Loreto: padre Carollo (rettore Santuario), “la Santa Casa è il prototipo di ogni casa cristiana”

foto SIR/Marco Calvarese

“Il prototipo di ogni casa cristiana”, grazie alla sua capacità di essere “casa aperta”, con tre pareti, “dove ognuno è chiamato quasi ad entrare per poter gustare gli inizi del mistero e poi uscire per portare a tutti l’annuncio del mistero visto, assaporato e toccato con le proprie mani”. Padre Franco Carollo, rettore della basilica, descrive così – in un’intervista al Sir – la Santa Casa, cuore della “città-santuario” dove il Papa si recherà il 25 marzo per il suo viaggio apostolico, durante il quale firmerà l’esortazione apostolica ai giovani. Nella basilica dove celebrerà la Messa, Francesco incontrerà anche la comunità dei Frati Cappuccini, che ne sono i custodi stabili dal 1934. “Qui ognuno quando viene dovrebbe ritrovare il modello della sua casa, che vuol dire il suo ambiente, la sua intimità, la sua vita”, spiega il religioso, facendo notare che la Santa Casa “è una casa aperta: ci sono tre pareti perché la grotta è rimasta a Nazaret. Tre pareti vogliono dire una casa aperta in entrata e in uscita: l’Angelo è entrato e poi Maria è partita in fretta per raggiungere sua cugina Elisabetta e portarle l’aiuto necessario. La Santa Casa è una Casa che dice accoglienza, riparo, sicurezza, ma dice anche missione”. Non è un caso, spiega ancora, che il Santuario sia posizionato lungo una strada: “Nel Vangelo tante volte troviamo Gesù che svolge il suo ministero lungo la strada: è una strada simbolica, il cammino della vita, di ognuno di noi. La Santa Casa è una casa dove ognuno è chiamato quasi ad entrare per poter gustare gli inizi del mistero e poi uscire per portare a tutti l’annuncio del mistero visto, assaporato e toccato con le proprie mani”. “La Santa Casa non è una reliquia qualunque, è un’icona, e sappiamo che l’icona ha valore sacramentale”, conclude padre Carollo: “Qui Maria c’è, Maria è all’uscio e aspetta tutti, e quando li fa entrare, li fa entrare nella sua intimità. Quando si apre la porta di casa per far entrare un ospite, lo si fa entrare nella nostra vita, perché aprire la propria casa è aprire la propria vita. Maria apre la porta per far entrare ciascuno di noi dentro il mistero della propria vita, della vita di Gesù e di Giuseppe che qui sono cresciuti nell’amore e nell’obbedienza al Signore”.

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