Unione europea: don Pizzoli (Missio), “sia globalizzazione di dignità e giustizia”. Beccegato (Caritas), “ripensare politiche migratorie”

“Come missionari abbiano conosciuto situazioni in cui sperare nella pace è davvero difficile, abbiamo visto le conseguenze della globalizzazione in paesi come il Brasile e la Guinea Bissau”, afferma don Giuseppe Pizzoli, direttore Fondazione Missio, parlando all’incontro sull’Europa in corso a Roma. Il missionario racconta di avere visto “enormi navi cariche di tronchi d’alberi o di pesce, le uniche ricchezze della Guinea, partire dal Paese senza portare alla popolazione alcuna ricchezza secondo un’idea distorta di globalizzazione”. Eppure, riconosce, “se il sogno Europa diventasse veramente una comunità politica di pace e solidarietà, questo potrebbe diventare modello per il mondo intero”. Di qui l’intenzione di contribuire, “come mondo missionario, al fatto che l’Europa diventi paradigma di una globalizzazione dei valori fondanti dell’umanità. Se riesce a recuperarli e a viverli può diventare modello di un mondo futuro di dignità e giustizia per tutti gli uomini”. Sulla stessa linea Paolo Beccegato, vicedirettore Caritas italiana. In Europa, dice tra l’altro, “c’è il tasso più alto di muri e di atti di xenofobia e intolleranza al mondo. Tristi primati che ci obbligano ad un ripensamento radicale delle politiche migratorie e di coesione sociale”.

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