Unione europea: Covassi (Commissione), “tempo di sfide, orgoglio, scelte”. “Posta in gioco è una nuova Europa vicina alla gente”

“Questo è un tempo di sfide, di orgoglio e di scelte per l’Europa”. Esordisce così Beatrice Covassi, capo della rappresentanza in Italia della Commissione europea, intervenendo all’incontro “Conversazione sull’Europa”, promosso oggi a Roma da Azione cattolica, Caritas, Focsiv e Missio insieme all’Istituto Giuseppe Toniolo, per rilanciare e sollecitare la riflessione sulle principali questioni europee a partire dal percorso condiviso negli ultimi anni dalle stesse associazioni. Covassi, che ha curato la prefazione del libro “EurHope”, a cura di Paolo Beccegato, Michele D’Avino, Laura Stopponi, Ugo Villani (Ed. Ave) che viene presentato oggi afferma: “Stiamo vivendo un momento epocale della storia del nostro continente, davanti a tentativi e tentazioni di dare risposte alle sfide globali innalzando muri e chiudendo confini. Immigrazione, cambiamenti climatici, terrorismo hanno creato una comprensibile paura nella persone alla quale però populismi, nazionalismi e sovranismi vorrebbero dare la risposta sbagliata”. No alle chiusure: “Le sfide globali – avverte – richiedono uno sforzo collettivo”. Importante, prosegue, “ritrovare una prospettiva di consapevolezza e orgoglio di quanto abbiamo costruito in questi anni: 60 anni di pace ininterrotta. Abbiamo un continente con un quadro politico istituzionale di democrazia e garanzia di diritti”. Con riferimento all’attivista iraniana condannata, Covassi osserva che “noi troppo spesso diamo per scontato questo quadro”. Infine “è il tempo dell’orgoglio per il ‘brand Europa’, modello di vita di qualità. Speriamo non passi un’idea di business senza limiti e priva di tutele”. La scelta fondamentale, conclude, “è di impegno forte che tutti possiamo prenderci a tutti i livelli. La posta in gioco è molto alta, alle europee e anche dopo: è quella di una nuova Europa che metta la persona al centro. Servono risposte efficaci e fondate su una base valoriale profonda che possa far sentire il progetto europeo più vicino alla gente”.

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