Migranti: Bartolo (medico Lampedusa), “accordi Italia-Libia hanno condannato migliaia di persone a soprusi e sevizie”

“Gli accordi dell’Italia con la Libia hanno condannato migliaia di persone a subire soprusi, violenze, sevizie”. Lo afferma Pietro Bartòlo, medico responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio dell’isola delle Pelagie, che in trent’anni ha visitato più di 350mila migranti sbarcati a Lampedusa. “Si tace su ciò che accade nei lager libici”, denuncia Bartolo che in un’intervista a La Voce dei Berici, settimanale della diocesi di Vicenza, sottolinea come, abbassando i riflettori su quanto avviene a Lampedusa oggi, si voglia “far credere che, grazie alle politiche messe in atto da questo governo, i migranti non arrivano più”. “Non è vero. Gli sbarchi continuano”, dice il medico evidenziando che “al contrario di ciò che proclama il ministro Salvini, il porto dell’isola è sempre rimasto aperto così come l’hotspot”. “Questo – osserva – non viene detto perché non fa comodo a chi ha fondato tutta la propria campagna elettorale sull’odio nei confronti dei migranti e sul blocco dell’immigrazione”.
Secondo Bartolo, invece “l’immigrazione non deve essere considerata un’emergenza, ma un fenomeno e come tale va gestito”. “Le persone dovrebbero arrivare in Europa in completa sicurezza: dovrebbero prendere un aereo, non dovrebbero mettersi nelle mani dei trafficanti, non dovrebbero salire su un gommone in balia del mare”, spiega il medico per il quale “l’unico modo per gestire questo fenomeno è aprire canali di immigrazione regolari”.

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