Germania: associazioni cattoliche femminili, analisi del sangue per scoprire sindrome di Down è violazione diritti persone disabili

Gli esami del sangue prenatale, che potrebbero presto diventare prestazione medica standard delle assicurazioni sanitarie tedesche, sono indicate per il rilevamento della sindrome di Down. Per le associazioni cattoliche femminili tedesche ci si trova davanti a un fenomeno speculativo e di violazione dei più normali diritti, oltre a numerose convenzioni internazionali. In occasione della odierna Giornata mondiale della sindrome di Down, la Federazione delle donne cattoliche tedesche (Kdfb), l’Associazione cattolica delle donne tedesche (Kfd) e il Servizio sociale delle donne cattoliche (SkF) temono che un numero ancora maggiore di bambini affetti da sindrome di Down possa essere abortito. Se in futuro l’esame del sangue verrà pagato dall’assicurazione sanitaria, ciò violerebbe la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, e anche la Germania, controfirmandola, si è impegnata a promuovere i diritti dei bambini disabili. Mechthild Heil, presidente federale della Kfd ha affermato che in una società inclusiva “tutti devono essere i benvenuti”. Ciò che è allarmante è “l’emergere di un clima sociale che offusca ogni disabilità ed esclude le persone con disabilità e i loro genitori”. Anche Maria Flachsbarth, presidente della Kdfb, ha sottolineato come le associazioni delle donne sono “per il diritto di ogni vita”: i genitori di bambini disabili hanno bisogno di “servizi di supporto molto più continui e di accompagnamento”.
Lo stesso vale per Anke Klaus, il presidente nazionale di SkF, che alla luce dell’esperienza associativa ha evidenziato come i genitori sono sempre più sotto pressione per “usare tutte le opzioni diagnostiche per prevenire la nascita di un bambino con anomalie genetiche”.

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