Lavoro: Treu (Cnel), “occorre formazione e innalzamento competenze. Su salario minimo necessario un profondo coinvolgimento delle parti sociali”

“In Italia la povertà rappresenta un problema estremamente serio e riguarda all’incirca 5 milioni di persone, compresi oltre 3 milioni di lavoratori poveri. Il quadro complessivo è differenziato ma emerge in modo chiaro che il problema concerne innanzitutto settori a basse competenze e persone con bassi livelli di istruzione. Per questo motivo, per il medio periodo, occorre lavorare in primis sulla formazione e sull’innalzamento delle competenze”. Lo ha affermato Tiziano Treu, presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), intervenendo oggi a Milano, presso la Fondazione Corriere, all’incontro “Lavoro senza valore”.
Per Treu, “l’ipotesi di un salario minimo in discussione in queste settimane costituisce una misura d’urgenza che però da sola non basta a risolvere il problema”. “Il rafforzamento dei salari – ha spiegato – deve passare anzitutto dal rafforzamento della contrattazione, dall’efficacia erga omnes dei minimi fissati dai contratti, dal contrasto ai contratti pirati”. Secondo il presidente del Cnel, “accanto a queste misure è anche possibile prevedere l’istituzione di un salario minimo”. “Tuttavia, come il Cnel ha sottolineato nel parere richiesto dal Senato, l’introduzione del salario minimo deve necessariamente passare da un profondo coinvolgimento delle parti sociali, utile anche a valutarne e misurarne la sostenibilità per evitare interventi che spiazzino o indeboliscano la contrattazione”, ha concluso Treu.

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