Ciclone Idai: Unicef, “colpiti 260mila bambini in Mozambico, 460mila in Malawi e oltre 1.600 famiglie in Zimbabwe”

(Foto: Unicef)

“Su circa 600.000 persone colpite dal ciclone in Mozambico, 260.000 sono bambini. Questo dato potrebbe cambiare nei prossimi giorni. In Malawi sono stati colpiti dal ciclone oltre 460.000 bambini e in Zimbabwe oltre 1.600 famiglie”. Sono dati offerti oggi dall’Unicef, in base a una prima valutazione. dei danni causati dal ciclone Idai.
L’Unicef attualmente ha alcuni operatori a Beira, dove sta lavorando sotto la supervisione del Governo mozambicano in coordinamento con altre agenzie. “I colleghi dell’Unicef sul campo hanno descritto la situazione come un’inondazione grave a Beira e nelle aree circostanti. Le persone sono in condizioni disperate, diverse migliaia attualmente si trovano su tetti, alberi e altre superfici elevate. Un totale di 267 aule e 24 centri sanitari sono stati distrutti”, ha dichiarato Christophe Boulierac, portavoce dell’Unicef a Ginevra. “Questo dato però – ha avvertito – cambia costantemente e probabilmente aumenterà nei prossimi giorni. La sala d’emergenza dell’ospedale a Beira è stata distrutta e non state possibili operazioni chirurgiche importanti. Fortunatamente il reparto pediatrico è ancora funzionante e i neonati sono al sicuro. È molto urgente la ricerca e il recupero di migliaia di persone scomparse, compresi molti bambini. Anche gli alloggi rappresentano una preoccupazione”.
Una delle priorità principali dell’Unicef è di assicurare la fornitura di acqua sicura da bere per prevenire malattie legate all’acqua. L’Unicef ha iniziato ad aiutare il Governo con la distribuzione di pastiglie per potabilizzare l’acqua e medicine di base. Alcune scorte di pastiglie erano state preposizionate a Beira, ma anche il magazzino dell’Unicef è stato gravemente danneggiato, causando l’indisponibilità per alcuni aiuti. Finora l’Unicef ha lanciato un appello per 20,3 milioni di dollari per supportare la risposta nelle tre aree colpite: Mozambico (al quale saranno destinati la metà dei fondi), Malawi e Zimbabwe.

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