Notizie Sir del giorno: Nave Mare Jonio, 150° Ospedale Bambino Gesù, card. Barbarin, don Peppe Diana, Rapporto Ispra, ciclone Idai, san Giuseppe dei Falegnami

Nave Mare Jonio: Centro Astalli, “salvare i naufraghi in mare è atto dovuto di umanità e civiltà”. “Libia non è Paese sicuro”

“Risultano stremati, provati dal viaggio e dalle torture che dichiarano di aver subito in Libia e di cui mostrano i segni”. Così sono descritti dal Centro Astalli i 49 migranti soccorsi ieri dalla nave Mare Jonio e per le cui condizioni esprime preoccupazione. “Si tratta di un gruppo di naufraghi tra cui 12 minori, in condizione di grave vulnerabilità”, precisa, in una nota, il Centro Astalli, che chiede alle autorità competenti “di portare in salvo i naufraghi”. “Il cattivo tempo e le condizioni psicofisiche delle persone soccorse richiedono riparo e cure tempestive. Lampedusa è pronta ad accogliere anche perché nei fatti si tratta di un numero esiguo di individui”, evidenzia la nota nella quale si rileva che “in base a dati delle Nazioni Unite e delle principali organizzazioni internazionali presenti, la Libia non deve considerarsi Paese sicuro per i migranti che vi transitano. Detenzione e violenze vengono registrate con una tale frequenza da non lasciare dubbi di una violazione sistematica dei diritti umani”. (clicca qui)

Ospedale Bambino Gesù: card. Parolin, “ha offerto contributo a crescita sanità italiana”. “Investire in innovazione per rispondere a sfide”

Mettere al centro il malato, ha spiegato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, nel suo intervento all’avvio delle celebrazioni per i 150 anni dalla fondazione dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, oggi a Roma, significa, tra l’altro, “saper coniugare l’azione del ‘curare’ la malattia con quella di ‘prendersi cura’” di tutto il paziente, della sua persona e del suo mondo affettivo, relazionale, psicologico e anche spirituale”. Nel corso della sua storia, sottolinea il porporato, l’Ospedale Bambino Gesù “ha offerto con continuità il suo contributo alla crescita della sanità italiana, dapprima garantendo l’accesso alle cure per i piccoli ammalati e in seguito sviluppando l’impegno della ricerca scientifica, fino ad ottenere, nel 1985, il riconoscimento Irccs” ed oggi “è una delle eccellenze a livello europeo e mondiale”. La cura, riconosce Parolin, “passa necessariamente per la ricerca, che richiede sempre investimenti importanti in strutture, tecnologie e risorse umane. E’ essenziale investire in percorsi di innovazione scientifica per rispondere alle sfide del futuro”. (clicca qui)

Card. Barbarin: Gisotti, “il Papa non ha accettato le dimissioni”. Barbarin “ha deciso di ritirarsi per un periodo di tempo” dalla guida della diocesi

“Posso confermare che il Santo Padre non ha accettato le dimissioni presentate dal cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione”. Lo ha detto, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti, il direttore “ad interim” della Santa Sede, Alessandro Gisotti. “Cosciente tuttavia delle difficoltà che vive in questo momento l’arcidiocesi, il Santo Padre ha lasciato il cardinale Barbarin libero di prendere la decisione migliore per la diocesi e il cardinale Barbarin ha deciso di ritirarsi per un periodo di tempo e di chiedere al padre Yves Baumgarten, vicario generale, di assumere la guida della diocesi”. “La Santa Sede tiene a ribadire la sua vicinanza alle vittime di abusi, ai fedeli dell’arcidiocesi di Lione e di tutta la Chiesa di Francia che vivono un momento particolarmente doloroso”, ha concluso il portavoce vaticano. (clicca qui)

Don Peppe Diana: mons. Spinillo (Aversa), “era l’apice di un fermento che attraversava tutta la Chiesa contro la prepotenza malavitosa”

Dal 19 marzo 1994, giorno dell’uccisione, per mano della camorra, di don Peppe Diana, a Casal di Principe, “sono andati crescendo una consapevolezza e un desiderio di maturare nella partecipazione civile attraverso forme di associazionismo e cooperative che, grazie agli input di Libera e dei comitati che sono nati, sono sorte sul territorio, permettendo lo sviluppo di tante attività definitivamente sganciate da fenomeni di sottomissione alla malavita organizzata e, allo stesso tempo, facendo crescere nella nostra società civile un più ampio senso di legalità e un desiderio di migliore dialogo con le istituzioni. A questa animazione sociale e civile ha partecipato anche la realtà ecclesiale”. Lo ha detto, in un’intervista al Sir, mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, in occasione del 25° anniversario del martirio del sacerdote. “L’azione che don Peppe sentì di dover iniziare contro forme di prepotenza malavitosa era un sentimento vissuto da un’intera comunità. Non è un caso che il documento a cui si fa sempre riferimento, ‘Per amore del mio popolo’ del Natale 1991 sia stato firmato da tutti i parroci della forania. C’erano una vera stanchezza e una vera sofferenza per tanti omicidi che stavano purtroppo avvenendo nel territorio. Questo ha fatto scattare la molla di reagire, già c’erano state alcune manifestazioni contro la camorra. Dopo è stato scritto il documento del 1991. In questo movimento erano coinvolti anche vescovi delle diocesi vicine, c’era tutto un fermento di cui don Diana era la punta di diamante, l’apice, colui che in qualche modo è stato un segno di contraddizione”. (clicca qui)

Rapporto Ispra: oltre 6 milioni di abitanti sono residenti in aree a pericolosità idraulica media. 172 frane nel 2017

I principali eventi di frana nel 2017 sono stati 172 e hanno causato complessivamente 5 vittime, 31 feriti e danni prevalentemente alla rete stradale, eventi distribuiti in particolare nelle regioni Abruzzo, Campania, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Marche. Diverse sono state le frane che si sono attivate/riattivate in Abruzzo, sia a causa dello scioglimento della neve caduta nell’eccezionale nevicata del 18 gennaio del 2017, sia delle intense precipitazioni. In Italia, oltre 6 milioni di abitanti sono residenti in aree a pericolosità idraulica media (tempo di ritorno tra 100 e 200 anni), mentre la popolazione a rischio frane, se si considerano le 2 classi a maggiore pericolosità (elevata e molto elevata), è pari a oltre 1,2 milioni di abitanti. È quanto emerge dall’annuario dei dati ambientali 2018 presentato oggi dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Una banca dati con 306 indicatori, tra cui 9 new entries, per un totale di 150.000 dati, su temi come la biodiversità, il clima, l’inquinamento atmosferico, la qualità delle acque interne, il mare e l’ambiente costiero, il suolo, i rifiuti, gli agenti fisici. Dal punto di vista della sismicità, nel 2017 quattro eventi hanno raggiunto e superato Magnitudo 5, tutti avvenuti il 18 gennaio, con epicentri in provincia de L’Aquila. (clicca qui)

Ciclone Idai: Caritas Italiana, in campo per i primi interventi in Mozambico, Zimbabwe e Malawi. “I Paesi più poveri subiscono conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici”

Il ciclone Idai mette in ginocchio l’Africa australe, con una vasta area tra Mozambico, Zimbabwe e Malawi colpita, dopo settimane di piogge torrenziali e alluvioni, e la Caritas Italiana segue attentamente l’evolversi della situazione in coordinamento diretto con le Caritas dei Paesi colpiti e con Caritas Internationalis per sostenere gli interventi in atto. Infatti, si legge in una nota appena diffusa da Caritas Italiana, “la situazione sul posto è definita ‘terrificante’: oltre 200 vittime già registrate, ma le stime parlano di più di 1.000. Ancora una volta, sottolinea Caritas Italiana, “i Paesi più poveri subiscono le conseguenze peggiori dell’aumento di intensità e frequenza delle catastrofi ambientali, provocate anche dai cambiamenti climatici”. Nonostante le difficoltà, “le Caritas dei tre Paesi si sono prontamente mobilitate attraverso gli organismi nazionali, diocesani e le parrocchie nell’assistenza agli sfollati e nella raccolta di informazione per la predisposizione di un primo piano organico di intervento d’urgenza”. “In tutti i Paesi i bisogni più urgenti per gli sfollati sono ripari d’urgenza, beni non alimentari di prima necessità (coperte, utensili per la cucina ecc.), cibo, acqua potabile, kit igienico sanitari”, ricorda Caritas Italiana. (clicca qui)

Diocesi: Roma, riaperta san Giuseppe dei Falegnami per la “festa dei papà”

A Roma per la solennità di san Giuseppe è stata riaperta (dalle 9 alle 20) la chiesa a lui intitolata, che lo scorso 30 agosto ha subito il crollo di parte del tetto. Alle 18, il cardinale Francesco Coccopalmerio, titolare della chiesa e presidente emerito del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, ha presieduto una liturgia della Parola con una speciale benedizione ai papà nel giorno della loro festa. Da oggi, dunque, sarà nuovamente possibile visitare e pregare ai piedi del Campidoglio, sopra al Carcere Mamertino dove fu imprigionato san Pietro. “La riapertura – spiega don Pierluigi Stolfi, direttore dell’Ufficio per l’edilizia di culto della diocesi di Roma – avviene all’indomani del decreto di dissequestro della porzione di copertura rimasta in opera da parte dell’Autorità giudiziaria. Con il dissequestro di tutte le aree dell’edificio di culto il Vicariato potrà avviare le attività preliminari al progetto di restauro e riposizionamento dello splendido cassettonato ligneo”. Da parte sua, il vescovo ausiliare Daniele Libanori, che è anche rettore di san Giuseppe, assicura che “attualmente la chiesa è posta in sicurezza, ma i lavori necessari per il restauro del tetto saranno ancora lunghi. Ci auguriamo di poter presto avere una riapertura definitiva”. (clicca qui)

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