Festa del papà: don Buonaiuto (Com. Giovanni XXIIII), “un’ora senza smartphone per il bene dei figli”

Un’ora senza smartphone per guardare negli occhi i figli. A proporre su In Terris ai papà, nel giorno della loro festa, questo “gesto di ribellione alla iper-connessione” è don Aldo Buonaiuto, sacerdote di frontiera dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi. “Oggi – scrive – si celebra universalmente nel mondo nel mondo la festa del papà eppure la figura genitoriale non è mai stata cosi in crisi e questo perché è più facile dire di sì a qualunque richiesta dei figli che tenere il punto e proporre un modello educativo coerente”. Don Buonaiuto punta il dito contro i padri pervicacemente confinati nello “spazio virtuale di social e web” che non riescono a coinvolgere i figli “nella complessità della vita reale”. In un momento, spiega, in cui la famiglia viene “negata” e “strumentalizzata” la “tecnologia rischia di prendere il posto del focolare domestico. Fino al punto di configurarsi come un’alternativa malata e perversa al nucleo familiare-agenzia educativa”. Ancora una volta, prosegue, “la responsabilità educativa chiama in causa direttamente gli adulti, sempre meno capaci di assolvere le loro funzioni di orientamento delle coscienze e di onesta testimonianza attraverso l’esempio quotidiano”. A suscitare maggiore preoccupazione, sottolinea don Buonaiuto, “è la relazione storpiata, fittizia, finta che diseduca e cresce persone disadattate. Quella delle emoticon è una forma di comunicazione ai minimi termini. Quelle faccine nella loro ottusa ineffabilità esprimono un’ambiguità di fondo. Che adulto diventerà un giovane che in modo infantile esprime le proprie emozioni unicamente con le faccine? Diventerà come quelle quarantenni che si scelgono amanti tredicenni come nei recenti fatti di cronaca?”.

 

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