Don Peppe Diana: mons. Spinillo (Aversa), “ci annuncia una pace che include ogni diversità e sviluppa dialogo”

“Oggi celebriamo i venticinque anni dall’uccisione di don Peppino Diana, oggi sentiamo che egli è tra coloro che, con il Cristo, possono dire ‘pace’ all’umanità. Come tutti coloro che muoiono con il Cristo, che, in piena o, a volte, anche meno piena consapevolezza, con Lui sono stati uccisi presentando la loro ubbidienza alla giustizia e alla verità di Dio, come tutti coloro che non hanno cercato di nascondersi nell’indifferenza di più ordinari egoismi umani, don Peppino Diana oggi può dire a noi ‘pace’”. Lo ha detto, stamattina, il vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, nella messa celebrata nella parrocchia di San Nicola di Bari, a Casal di Principe, alle 7,30, nella stessa ora e nello stesso luogo dove, 25 anni fa, fu ucciso il parroco, don Peppe Diana.
“Viviamo in una società in cui anche chi desidera il bene spesso si perde in sottili distinguo con i quali si cerca di mettere maggiormente in risalto i difetti dell’altro piuttosto che guardare alla possibilità di camminare insieme con lui – ha rilevato il presule -. Noi vogliamo dire ‘pace’ per saper accogliere quanto di bello e buono ci è proposto in ciascuno di coloro che incontriamo e con i quali camminiamo nella vita”.
Così “don Peppino può dire a noi quella ‘pace’ che è la pace del Cristo: non la pace del mondo che ordinariamente è fatta di compromessi tra interessi diversi o si perde nei rabbiosi silenzi di vinti schiacciati dai clamori di presunti vincitori”. Piuttosto, “la pace del Cristo che oggi ancora ci annunzia don Peppe Diana è una pace che non si costruisce con generiche esclusioni, ma riconosce e tende ad includere ogni diversità, a sviluppare un dialogo, a volte, forse anche scomodo, ma vitale per realizzare l’armonia tra le presenze vive in un territorio, in una comunità, dove i dinamismi e le tensioni sono chiamate a comporsi in maniera ordinata, ed ogni forza può essere valorizzata nel concorrere con tutte le altre a sviluppare un unico movimento: la vita”.
“Con don Peppino Diana e con tutte le vittime innocenti di camorra, continuiamo a sognare una Chiesa e una società umana ricca nella libertà di aderire al bene, capace di accogliere e sostenere le speranze di vita di ogni uomo”, ha concluso mons. Spinillo.

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