Diocesi: Trento, ieri sera un confronto tra padre Patton e il teologo islamico Mokrani sul valore della mitezza

(Foto: Paolo Pedrotti)

La mitezza come via per realizzare, insieme all’umiltà e alla pazienza, quegli abiti virtuosi dei credenti che possono favorire relazioni fraterne. Di questo si è parlato durante il secondo appuntamento della “Cattedra del Confronto” promosso, ieri sera, dall’area cultura dell’arcidiocesi di Trento, che ha avuto come protagonisti il francescano trentino padre Francesco Patton, custode di Terra Santa, e il teologo islamico Adnane Mokrani, docente alla Pontificia Università Gregoriana.
Secondo i due relatori, la recente Dichiarazione di Abu Dhabi, firmata da Papa Francesco e dall’imam di Al Azhar, Sheikh Ahmed al Tayyeb, rappresenta un testo decisivo per fondare un impegno comune delle religioni e per una condanna degli atteggiamenti di sopraffazione e di discriminazione dell’altro in contesti multietnici e interreligiosi.
“In questo momento – ha detto padre Patton nel suo intervento – non vedo purtroppo in Terra Santa molte persone alla ricerca sincera di una soluzione dei problemi e osservo che purtroppo eventuali ipotesi non sono certo nella linea della mitezza, ma nell’uso della forza che, anche quando ottiene qualcosa, pone però le premesse di nuove tensioni e di nuovi conflitti”. Patton ha ricordato che, a 800 anni dall’incontro di San Francesco con il sultano, la presenza francescana si esprime soprattutto nella costruzione della collaborazione fra credenti di diverse fedi e nell’educazione scolastica come momento di formazione alla fraternità.
Mokrani ha presentato la mitezza nell’islam come atteggiamento di obbedienza a Dio, dentro un cammino di liberazione dal proprio egoismo individualista. “Si tratta di un valore che per noi – ha chiarito il teologo islamico – non deve essere esclusivo di una fede, ma dovrebbe essere vissuto da ogni uomo”. Nel dibattito, Mokrani ha parlato della mancanza di un accordo tra Stato italiano e organismi musulmani per cui anche i detenuti di fede islamica non possono essere adeguatamente seguiti. “Così le nostre carceri rischiano di diventare luoghi di radicalizzazione e di frustrazione invece che di recupero delle persone”, ha denunciato.
“La mitezza non ha bisogno di premio, poiché premia chi la pratica”, ha affermato l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, concludendo l’incontro.
L’ultimo appuntamento sarà lunedì 25 marzo e avrà come tema la “purezza”: ne parleranno Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, e il teologo Marcello Neri.

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