Politica: Letta, “il mio libro una pietra d’inciampo per discutere”

“Mi sono chiesto come potessi essere utile in un dibattito culturale e politico sterile. Il libro è uno strumento per tutti. È una pietra d’inciampo per farci discutere”. Così Enrico Letta, durante la presentazione del suo libro “Ho imparato” ieri sera nella sede della Caritas di Roma. “Mi è stata regalata tempo fa la copia della Domenica del Corriere di quando sono nato, dell’agosto del 1966. In una vignetta si raccontava come fosse costituito il villaggio globale allora. Gli europei sono al centro, tutto intorno ci sono gli altri continenti”. Allora “ho preso una data in cui probabilmente non ci sarò più, il 2050, e ne ho creata una nuova. Nel ’66 eravamo 3 miliardi di persone nel 2050 saremo 10 miliardi. I consumi aumenteranno in maniera enorme. Gli europei saranno un terzo”. Questo significa che “non possiamo raccontare l’Europa come abbiamo fatto fino a ieri. Oggi dobbiamo far vedere fisicamente che mondo sarà e dirci che mondo vogliamo. Abbiamo due strade: i singoli Stati europei potranno essere soli e scegliere se essere più americani o più cinesi. Oppure, facendo una Europa unita e forte, creare l’opzione europea”. “La vera chiave del futuro sarà quella di capire che fra gli italiani e gli svedesi, fra i francesi e gli spagnoli non c’è alcuna differenza sostanziale. Abbiamo bisogno di essere uniti perché siamo portatori di valori universali. Non condividiamo tutto quello che fa l’Europa ma se siamo all’interno dobbiamo ringraziare De Gasperi. Il futuro può essere positivo se ne siamo consapevoli”.

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