Diritti: mons. Hesse (Amburgo), “importante difendere la dignità di ogni essere umano”

Si è concluso oggi a Berlino il 15° incontro annuale sull’illegalità, dedicato quest’anno al tema “Diritti sociali: ostacoli tra diritto e attuazione”. A promuoverlo il Forum cattolico “Leben in der Illegalität” (Vivere nell’illegalità) con il Consiglio tedesco per le migrazioni e l’Accademia cattolica a Berlino. Presenti circa 100 esperti di Chiese, Ong, politica e mondo accademico, che per due giorni si sono confrontati su diversi aspetti che evidenziano “deficit nell’attuazione dei diritti sociali delle persone immigrate nell’illegalità”. A darne notizia, una nota dell’ufficio stampa della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). “I diritti umani valgono universalmente, anche per i migranti privi di documenti”, ha sollecitato il presidente della Commissione migrazione della Dbk, mons. Stefan Hesse (Amburgo), che è anche presidente del Forum. Se “lo Stato ha un interesse legittimo a chiarire le questioni del soggiorno” di una persona, è però anche “importante difendere la dignità di ogni essere umano”. Significa cioè che “se una persona è ammalata, deve essere curata”, a prescindere dal suo permesso di soggiorno; un bambino deve poter andare a scuola “indipendentemente dai documenti che hanno i suoi genitori”. “Con il Patto globale sulla migrazione”, ha proseguito l’arcivescovo, “la stragrande maggioranza degli Stati membri dell’Onu si è impegnata a rispettare, proteggere e garantire i diritti umani dei migranti, indipendentemente dal loro status”. Per mons Hesse “questo è un passo importante” ma “alle parole ora occorre far seguire le azioni”.

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