Migranti: visita di eurodeputati in Italia, “no a finanziamenti europei a Libia se utilizzati per costruire lager”

(foto SIR/Marco Calvarese)

“In Libia i migranti vivono una situazione drammatica. Questo ci porterà a fare valutazioni concrete sui finanziamenti europei, che non devono essere utilizzati per costruire lager”. Lo ha detto oggi a Roma, nella sede italiana del Parlamento europeo, Pier Antonio Panzeri, presidente della Sottocommissione per i diritti umani al termine della visita in Italia con altri quattro eurodeputati per rendersi conto della situazione dei migranti e dei rifugiati. Durante la missione di valutazione, durata tre giorni, i parlamentari Ue hanno incontrato rappresentanti del governo, del Vaticano (l’arcivescovo Paul R. Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede) e diverse realtà della società civile che lavorano con i migranti, tra cui Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio, Asgi, Caritas di Roma, Medu, Save the Children e le Ong di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Sono state ascoltate anche drammatiche testimonianze dirette di migranti e rifugiati. “Abbiamo verificato che in Libia c’è un problema molto serio, con una situazione ingovernabile nella quale i migranti vengono trattenuti in condizioni orribili e criminali – ha affermato Panzeri -. E siccome l’Ue finanzia la Libia per favore il processo di stabilizzazione, se continua così bisognerà proporre di mettere sotto osservazione il Paese, che non ha raggiunto gli obiettivi previsti”. Durante la conferenza stampa è stato accennato anche alle motovedette destinate alla guardia costiera libica, la cui collusione con i trafficanti è nota, finanziate da Italia e Francia. Anche “la strategia di esternalizzare le frontiere – ha aggiunto facendo riferimento agli accordi con la Turchia, con la Libia – alla lunga produrrà danni. Ho paura che saranno fatti accordi anche con l’Egitto”. A suo avviso sulla migrazione “va cambiato approccio: è necessaria una maggiore collaborazione tra Stati e lavoro diplomatico tra sponda Nord e Sud del Mediterraneo, per governare insieme il fenomeno”.

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