Sanità: Don Angelelli (Cei), “in tutto il sistema c’è bisogno di una rinnovata gratuità”

“In tutto il sistema sanitario c’è bisogno di una rinnovata gratuità”. Ne è convinto don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, che in un’intervista al Sir commenta il Messaggio del Papa per la XXVII Giornata mondiale del malato che ricorre l’11 febbraio e traccia alcune linee di lavoro. “Rinnovata gratuità da parte di medici e infermieri perché oltre al lavoro professionale mettano quel di più, forse non contrattualizzato, sotto forma di gratuità del sorriso, della pazienza, dell’empatia con il paziente”, spiega. Rinnovata gratuità anche da parte del Ssn “che si definisce universalistico” ma nella realtà non lo è, e da parte delle aziende farmaceutiche che certamente fanno grandi investimenti in ricerca ma dovrebbero rendere i trattamenti accessibili a tutti. Il Papa mette in guardia dal rischio aziendalismo nelle istituzioni sanitarie cattoliche e Angelelli concorda:  “Nella gestione economica di queste realtà i principi ispiratori non possono essere quelli aziendalistici del profitto o della quadratura di bilancio a tutti i costi. Il bene delle persone deve restare il primo e principale obiettivo e la ragion d’essere di queste strutture”. Quanto alla sanità pubblica, il direttore dell’Ufficio Cei invita a combattere sprechi, corruzione e medicina difensiva.  E per una reale umanizzazione delle cure occorre “un rinnovato patto di fiducia e solidarietà tra medici, infermieri, malati e famiglie”.

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