Incontro abusi in Vaticano: suor Openibo, “l’ammiro, Fratel Francesco, per essere abbastanza umile da cambiare idea, chiedere scusa e agire”. “Le donne hanno fatto molto per sostenere le vittime”

(Foto Vatican Media/SIR)

“L’ammiro, Fratel Francesco, per essersi preso del tempo, da vero gesuita, per discernere e per essere abbastanza umile da cambiare idea, chiedere scusa e agire: un esempio per tutti noi”. Con queste parole suor Veronica Openibo, superiora generale della Società del Santo Bambino Gesù, ha commentato la condotta di Papa Francesco nella vicenda dei vescovi cileni. “Grazie, Papa Francesco – ha detto la religiosa nigeriana al termine della sua relazione di apertura della terza giornata dell’incontro in Vaticano sulla protezione dei minori nella Chiesa – per avere offerto a tutti noi questa opportunità di controllare e verificare dove abbiamo agito in modo strano, con ignoranza, segretezza e compiacenza. Penso che modificheremo, con grande determinazione, il nostro approccio complessivo alla denuncia di abusi, al sostegno delle vittime e, soprattutto, al fare tutto il possibile per proteggere i minori e gli adulti vulnerabili da ogni forma di abuso”. Openibo ha ringraziato, inoltre, Bergoglio “per aver offerto alle religiose l’opportunità di partecipare” a questo incontro. “Le donne – ha testimoniato la religiosa – hanno acquisito molto esperienza utile che possono mettere a disposizione in questo campo, e hanno già fatto molto per sostenere le vittime e anche per lavorare in modo creativo sul loro uso del potere e dell’autorità”. “Spezzare ogni cultura del silenzio e della segretezza fra noi”: questo l’auspicio della suora nigeriana per la “tre giorni” che si conclude domani. Creare, in ogni diocesi, una “commissione congiunta” di laici, religiosi e sacerdoti, che “condivida l’esperienza sulle procedure documentali e i protocolli, le implicazioni legali e finanziarie delle denunce e i necessari canali di responsabilità e imputabilità”. È una delle proposte di suor Openibo, che ha insistito sull’importanza della formazione dei candidati al sacerdozio, tramite “un’educazione e una formazione chiara ed equilibrata sulla sessualità” e ha affermato che “lo studio dello sviluppo umano deve suscitare un serio interrogativo sull’esistenza di seminari minori”.

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