Legalità: Libera Calabria e Centro Agape, al via oggi incontri nelle scuole e nelle carceri per il progetto “Liberi di scegliere”

“Liberi di scegliere”. Ha questo tema il progetto promosso da Libera Calabria e dal Centro comunitario Agape di Reggio Calabria e che, da oggi al 23 febbraio, prevede incontri testimonianze nelle scuole del reggino e in strutture penitenziali per adulti e minori. “Questi momenti che vivremo serviranno a parlare con gli alunni nelle scuole dove ci sono ragazzi che hanno genitori in carcere. Con loro parleremo per spiegare il senso di questa iniziativa e di ‘ndrangheta, ma non solo”, spiega Domenico Nasone, responsabile del settore giustizia e minori della segreteria regionale di Libera. Al centro del progetto di sensibilizzazione, “i protocolli del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria per l’allontanamento dalle famiglie ‘ndranghetiste e l’eventuale perdita di patria potestà, che pure sono soluzioni di estrema ratio, per tutelare il diritto del bambino o ragazzo a un’educazione libera da condizioni omertose e mafiose”, in tutti quei casi in cui “la famiglia è assolutamente non idonea”. Dal 2012 il Tribunale reggino ha emesso “60 decreti di cui una ventina ancora in atto”, specifica Nasone. Il responsabile sottolinea che “in diverse circostanze, prima ancora che il giudice faccia un decreto di imperio, sono le stesse mamme a chiedere aiuto al tribunale e Libera, grazie alla collaborazione di parroci e associazioni locali, si interessa dell’accoglienza delle mamme e dei bambini trasferiti”. Nasone, che ricorda come “l’iniziativa sia in continuità con quello che facciamo da tanto tempo” e che il primo impegno in tal senso “fu già nel 1980”, evidenzia che “da due anni c’è un importante coinvolgimento di Caritas e Cei che sostengono il progetto”. Durante gli incontri “anche la testimonianza di un giovane che negli anni Ottanta fu aiutato a uscire dalla criminalità organizzata e che poi si è rifatto una vita”. Illustrando ancora l’iniziativa, Nasone specifica: “Non porremmo solo attenzione alla famiglia omertosa e mafiosa, ma porremo una domanda inquietante: quale libertà di scelta ha il bambino che vive in un degrado economico e sociale?”. Infatti, “non è solo la ‘ndrangheta che impedisce di scegliere, ma le gravi situazioni di abbandono e povertà. Responsabilità ha anche lo Stato che dovrebbe creare lavoro, opportunità e servizi, riducendo i livelli di povertà”.

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