Emarginazione: Ercoli (Medicina Solidale), “con don Sardelli scompare un vero pioniere della carità”

“Con don Sardelli scompare un vero pioniere della carità che ha saputo dare una risposta concreta alle emergenze sociali della nostra città in particolare nei confronti dei bambini discriminati e ghettizzati perché baraccati”. Lo dichiara Lucia Ercoli, direttore dell’associazione Medicina Solidale, ricordando don Roberto Sardelli, morto stamattina a Pontecorvo, in provincia di Frosinone. Sacerdote dal 1965, scrittore, educatore, aveva frequentato la scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, prima di recarsi in Francia per studiare l’esperienza dei “preti operai”. Nella Roma dei primi anni ’70 poi ha scelto di vivere il suo ministero accanto agli ultimi, tanto da andare a vivere nella baraccopoli che sorgeva nei pressi dell’Acquedotto Felice. Acquistata una baracca la trasformò nella “Scuola 725”. Conclusa l’esperienza della baraccopoli, con l’assegnazione delle case popolari, don Sardelli si è occupato di malati di Aids e di rom.
“Purtroppo- aggiunge Ercoli – ancora oggi a Roma vivono, anzi sopravvivono, centinaia di bambini nelle occupazioni, nei campi improvvisati nelle periferie cittadine. Anche per loro il destino è lo stesso: quello di vivere ai margini e nell’anonimato. Il nostro auspicio è che si continui a lavorare per fare in modo che i piccoli angeli dimenticati dalla nostra città possano avere un chance per il futuro”.

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