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Anniversario incontro Francesco-Kirill a L’Avana: conferenza a Mosca sul fine vita. Card. Koch, “si è aperto un nuovo capitolo tra le nostre Chiese”

(Foto: AFP/SIR)

“Alla luce di questi ultimi tre anni, vediamo meglio quanto l’incontro che stiamo celebrando oggi abbia aperto un nuovo capitolo nel rapporto tra le nostre Chiese”. Si è aperta con questa constatazione sullo stato dei rapporti tra Mosca e Roma il discorso pronunciato oggi dal cardinal Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Il cardinale è intervenuto alla Conferenza internazionale “La morte e il morire in una società tecnologica: tra biomedicina e spiritualità” promossa a Mosca in occasione del terzo anniversario dell’incontro del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill e Papa Francesco a L’Avana (12 febbraio 2016). L’incontro sul tema del fine vita si sta volgendo presso l’Istituto teologico Santi Cirillo e Metodio e a suggerire il tema dell’eutanasia è stata la Pontificia Accademia per la vita, in particolare l’arcivescovo Vincenzo Paglia, come “piattaforma privilegiata – ha detto il cardinale Koch – delle relazioni tra le nostre Chiese in ambito accademico”. Il presidente del Pontificio Consiglio ha ripercorso gli scambi avvenuti tra Mosca e Roma dopo l’incontro del Papa e del Patriarca a Cuba, ricordando in particolare la traslazione delle reliquie di san Nicola a Mosca e San Pietroburgo che “è stato un evento storico che ha coinvolto milioni di fedeli nel riavvicinamento tra le nostre Chiese”. Si sono intensificate anche le visite reciproche, come, per la prima volta, la visita ufficiale a Mosca nel 2017 di un segretario di Stato della Santa Sede, ma anche, a un livello più modesto, gli scambi culturali per giovani sacerdoti che consentono una più grande comprensione reciproca delle nostre Chiese”. Uno dei frutti più importanti dell’incontro a L’Avana è la commemorazione congiunta annuale di questo evento, che “è un’opportunità per celebrare pubblicamente il riavvicinamento delle nostre Chiese e per riflettere sulla testimonianza che ci siamo impegnati a dare insieme”. Da qui la scelta quest’anno di approfondire il tema del fine vita che “è sempre stata una sfida per l’umanità”, argomenta Koch, “dato che l’uomo è l’unica creatura consapevole della sua condizione mortale. Questa sfida si presenta oggi in una nuova forma grazie ai progressi nella conoscenza e nella tecnologia medica”. E dopo aver ricordato i punti di riferimento che sulla questione vengono esplicitati nel Catechismo della Chiesa cattolica (“un’azione oppure un’omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore”), il cardinale conclude: “I principi e le dichiarazioni che ho appena menzionato sono quelli della Chiesa cattolica, ma le convinzioni su cui poggiano mi sembrano assolutamente comuni con quelle della Chiesa ortodossa russa”.

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