Patti Lateranensi: Dalla Torre al Sir, attività internazionale della Santa Sede è “neutralità attiva”

“Oggi la Santa Sede è un soggetto di diritto molto rilevante: non è un caso che quasi tutti gli Stati intrattengano rapporti con la Santa Sede, cioè sentano la necessità di avere con essa una stabile relazione”. A farlo notare è Giuseppe Dalla Torre, in un’intervista rilasciata al Sir sul 90° anniversario dei Patti Lateranensi. “In base al Trattato – osserva il giurista – la Santa Sede ha una posizione di neutralità, ma non una neutralità passiva di chi sta alla finestra a guardare: una neutralità attiva, propria di chi, non prendendo posizione nei contrasti tra poteri, interviene per arrivare a far crescere la comunità internazionale in termini di giustizia, solidarietà, pace, collaborazione, rispetto dei diritti della persona”. “Facendo sì che tali garanzie vengano assicurate, la Santa Sede svolge oggi un ruolo molto importante, non solo per la Santa Sede ma per l’intera comunità internazionale”, commenta dalla Torre, sottolineando il ruolo della diplomazia vaticana “per facilitare la crescita di sensibilità sulla tematica dei diritti umani, oggi minacciati nello scacchiere mondiale da ragioni diverse, legate alle nuove culture emergenti e alla ‘cultura del relativismo’ in cui siamo immersi, per cui non esiste niente di assoluto”. I diritti umani, invece, “sono spettanze di ogni essere umano, in ogni luogo e in ogni tempo”: tra di essi, “rientra anche il diritto alla libertà religiosa, che – anche se può sembrare paradossale – nel 70% dei casi è un diritto violato a livello planetario. Non solo nei grandi Paesi più popolosi, ma anche in Occidente, come dimostra il dibattito sui simboli religiosi”.

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