Migranti: Oxfam Italia-Borderline Sicilia, “dall’accordo con la Libia l’Italia, e l’Europa, scavalcano il diritto internazionale, prevaricando i diritti umani”

(Foto: Oxfam Italia)

“L’Italia e di conseguenza l’Europa, hanno scavalcato il diritto internazionale, prevaricando di fatto i diritti umani dei migranti”. È l’accusa lanciata oggi da Oxfam Italia che con e Borderline Sicilia diffonde il rapporto “Accordo Italia-Libia: scacco ai diritti umani in 4 mosse”.
“Riteniamo gravissimo che – afferma Paola Ottaviano, avvocato di Borderline Sicilia – a due anni di distanza dalla firma del memorandum (mai ratificato dal Parlamento), alla luce degli innumerevoli rapporti internazionali che hanno denunciato la mancanza del rispetto dei diritti umani e la forte instabilità che continua a caratterizzare la Libia, l’Italia e l’Europa perseverino in politiche migratorie che saranno ricordate dalla storia come un crimine contro l’umanità”.
Il rapporto passa in rassegna le 4 mosse che hanno messo in discussione il rispetto dei diritti umani di chi fugge dall’Africa. La prima si concentra sulla Guardia Costiera libica, definita “un attore illegittimo”. “Secondo le stime – si legge in una nota – in questo momento serve solo a intrappolare migliaia di migranti, esponendoli a sistematiche e quotidiane violazioni, torture e abusi di ogni sorta, in campi di detenzione equiparabili a lager ufficiali e non ufficiali. Mentre secondo le stime sarebbero circa 600mila i migranti bloccati nel Paese”. La seconda mossa analizzata è il passaggio da Triton a Themis che ha comportato “meno approdi in Italia ma più rischi per i migranti”. Sotto accusa è quanto richiesto dal governo italiano con “l’obbligo di sbarco dei migranti e dei naufraghi soccorsi, nel porto più vicino al punto in cui è stato effettuato il salvataggio in mare e non più automaticamente in un porto italiano”.
Ad essere poi messa sotto accusa è la politica dei “porti chiusi” e dei pericoli aperti che ha prodotto non solo le “condizioni disperate a cui sono sottoposti i migranti, come nei ben noti casi Lifeline, Diciotti e SeaWatch” ma anche “il braccio di ferro tra gli stati europei, partito dall’Italia” che “continua e continuerà a mettere in pericolo la vita di persone vulnerabili, violando allo stesso tempo la Convenzione europea per i diritti dell’uomo”. Infine, la quarta mossa è quella dell’aver individuato “il nemico alle porte: le Organizzazioni non governative”. Nonostante tra il 2014 e il 2017, le navi delle Ong nel Mediterraneo abbiano salvato la vita di 114.910 persone a fronte delle 611.414 soccorse, pari al 18,8% del totale, “la campagna di screditamento e criminalizzazione partita nel 2017 ha determinato mancanza di soccorsi in mare; violazioni dei diritti umani ai danni dei migranti, perpetrati dalla Guardia costiera libica nel corso delle operazioni di salvataggio; ritardi nella segnalazione di naufragi, non denunciati anche per diversi giorni”.

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