Cambiamenti climatici: Mercalli (climatologo), “anomali i record di temperature alte, uso ingordo di energie fossili”

Il climatologo Luca Mercalli durante il suo intervento nella basilica di San Giovanni in Laterano (foto Siciliani-Gennari)

“Papa Francesco pubblica l’enciclica nella primavera del 2015. Soltanto in questi anni che ci separano moltissime delle cose indicate si sono amplificate ulteriormente. L’anno più caldo della storia, da quando abbiamo le misure precise, è stato il 2016, mentre il 2019 sarà il secondo o il terzo anno più caldo di sempre”. Lo ha detto il climatologo Luca Mercalli, intervenuto stasera, nella basilica di San Giovanni in Laterano, al secondo incontro di “Insieme per la nostra Casa Comune”, itinerario di approfondimento e riflessione sull’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, promosso dalla diocesi di Roma. “Fino a cinquant’anni fa potevamo anche pensare che un record assoluto ci stesse nella variabilità naturale del clima, ma non così tanti e tutti in fila, uno dopo l’altro, e ogni anno peggiori – ha aggiunto -. Questo minaccia la presenza del ghiaccio nell’oceano artico. Là sta succedendo qualcosa di molto rapido e drammatico, perché il livello dei mari nell’ultimo secolo e mezzo è aumentato di 20 centimetri”. Il meteorologo ha poi spiegato che l’acqua alta di Venezia delle scorse settimane sarebbe stata “meno intensa” “senza il riscaldamento globale”, perché “nell’ultimo secolo a Venezia l’Adriatico è salito di 15 centimetri proprio a causa della fusione del ghiaccio della Groenlandia e del riscaldamento delle acque oceaniche che aumentano il loro volume”. “Se non faremo niente per diminuire l’emissione dei gas clima-alteranti il rischio è di avere un metro di oceano in più nei prossimi ottant’anni – ha evidenziato Mercalli -. Ciò significa danni incommensurabili per i luoghi costieri, sofferenza ed emigrazione di popoli”. Secondo Mercalli, “è il nostro stile di vita basato su un uso ingordo delle risorse del pianeta e delle energie fossili che provoca questo cambiamento”. Infine, la richiesta di impegno ai cittadini per invertire il trend, perché la politica può essere “lenta” nel “recepire” queste necessità. “Gran parte dell’enciclica di Papa Francesco non è altro che l’esortazione a ciascuno di noi a fare qualcosa”. Quattro i campi d’azione indicati: la casa, puntando sui pannelli solari; i trasporti, ricorrendo all’uso di mezzi pubblici; la riduzione dello spreco alimentare; e, infine, consumi mirati.

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