Archeologia biblica: scavi nel palazzo di Erode Antipa dove venne imprigionato e ucciso Giovanni Battista

Dieci anni di scavi stanno riportando alla luce una pagina di storia biblica. È dal 2009 che – sulla scia delle prime indagini condotte dallo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme – l’archeologo dell’Accademia ungherese di Belle arti, Győző Vörös sta conducendo una campagna di scavi archeologici che stanno rivelando dettagli sull’epoca in cui ha vissuto Gesù. Gli scavi interessano il complesso fortificato di Macheronte (Machaerus) edificato non lontano dalla sponda orientale del Mar Morto, fungeva come baluardo orientale del regno di Erode il Grande. Secondo la testimonianza di Giuseppe Flavio e di Eusebio di Cesarea fu qui che Erode Antipa fece rinchiudere e poi decapitare San Giovanni Battista. La fortezza, distrutta dai romani nel corso della prima rivolta giudaica, è molto più di un sito archeologico: è il teatro della vicenda dei personaggi evangelici come San Giovanni Battista, Erode il Grande, Erode Antipa, Erodiade e Salome. La storia e l’importanza di Macheronte sono state presentate nei giorni scorsi da Győző Vörös nel corso di un evento organizzato dall’Ambasciata d’Ungheria presso la Santa Sede e dall’Ordine equestre del S. Sepolcro, presso l’Accademia d’Ungheria a Roma. All’incontro ha partecipato anche p. Francesco Patton, Custode di Terra Santa, che ha ringraziato il governo ungherese per il sostegno che dà a due progetti, “uno relativo al completamento di una scuola per i ragazzi della locale minoranza cristiana e l’altro relativo al Terra Sancta Museum, che vuol essere un luogo della memoria e dell’identità cristiana a Gerusalemme, nonché un luogo di cultura e perciò di dialogo tra persone di culture e fedi differenti”.

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