Acec-Sale della comunità: Corrado (Cei), “il loro esercizio è mirato al rafforzamento delle comunità”

Foto SIR

“Ci sono nello scorrere degli anni alcuni anniversari che, oltre a scandire il tempo che passa, acquistano una valenza particolare in quanto, oltre al semplice ricordo di quanto fatto, aiutano a recuperare la propria storia. Questa mattina abbiamo avuto il dono dell’udienza con Papa Francesco che ci ha indicato una segnaletica precisa per il cammino da seguire negli anni a venire, segnaletica sintentizzata in tre parole chiave: comunione, creatività e visione. Sono tre impegni ben precisi che rimandano a delle prospettive da realizzare e da vivere insieme. Il Papa ce le ha consegnate in maniera efficace ed emblematica”. Lo ha detto, oggi, il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, Vincenzo Corrado, intervenendo alle iniziative che l’Acec-Sale della comunità sta promuovendo in questi giorni a Roma per i 70 anni di attività.
“Se pensiamo alla storia dell’Acec e agli sviluppi vissuti in questi anni, che possiamo identificare anche nella sigla ‘Acec-Sale della comunità’, ci viene già presentato uno spaccato da poter seguire nei prossimi anni”, ha evidenziato il direttore dell’Ufficio Cei. Innanzitutto, “Acec, cioè Associazione cattolica esercenti cinema: quella parola ‘esercenti’ indica una funzionalità che non rimane a una semplice oggettività ma acquista una valenza molto particolare e significativa in quanto quell’esercizio è mirato, leggendolo nel nome attuale, al rafforzamento della comunità”. Quando, poi, noi parliamo di sale della comunità, “ciò che fa la differenza è quel ‘della’. Oltre a indicare il possesso della sala da parte della comunità, viene indicato anche un rafforzamento della comunità nel senso che le sale assumono anche una radice costitutiva. Sono le sale che rafforzano i vincoli comunitari, che costituiscono le comunità”. D’altra parte, ha sottolineato Corrado, “il cinema nella sua storia – ce lo ricordava il Papa questa mattina – ha avuto anche questa valenza sociale di rafforzamento dei legami comunitari”.
Guardando al futuro, ha aggiunto, “l’augurio che come Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali posso rivolgere all’Acec tutta è di riuscire a rafforzare ancora oggi nei nostri territori quei legami che fanno sì che la comunità sia tale”. Corrado ha quindi rivolto un augurio particolare a quanti, tra i presenti, aiutano “a far sì che queste sale della comunità abbiano pieno esercizio e piena maturità”. Infine, un ringraziamento a don Adriano Bianchi e Francesco Giraldo, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Acec, per il servizio che compiono ogni giorno.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori