Servizio civile universale: Ramonda (Apg23), “un’opportunità per servire la Patria in modo nonviolento. Non tagliamo le gambe” a quest’occasione per i giovani

“Facciamo appello al presidente del Consiglio, al Governo e al Parlamento perché non si taglino le gambe al Servizio civile universale e soprattutto ai giovani. Hanno ampiamente dimostrato che sono una risorsa e non un peso per tutti noi”. Così Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), commenta il taglio ai fondi al Servizio civile universale previsti per il prossimo triennio.
“Il servizio civile è un’opportunità per uscire dai propri confini — continua Ramonda — per servire la Patria in modo nonviolento. Questo significa mettersi al fianco delle persone più fragili, spesso emarginate, e cercare con loro di rimuovere le cause che producono povertà ed ingiustizia. L’altalenante e precario sistema di finanziamento attuale rischia di sminuire tale esperienza e di non dare la possibilità di partecipare al più alto numero di giovani possibile. Sono giovani che già hanno mostrato il proprio interesse nei bandi precedenti e che non hanno potuto intraprendere questa esperienza a causa del limitato numero di posti finanziati in confronto alle domande pervenute”.
La Consulta nazionale per il servizio civile si è riunita il 4 dicembre, alla presenza del ministro alle politiche giovanili Vincenzo Spadafora che ne ha illustrato le gravi prospettive economiche.
La Comunità Papa Giovanni XXIII ricorda quanto denuncia la Conferenza nazionale enti per il servizio civile (Cnesc)–  – “al momento, nella legge di bilancio all’esame del parlamento, sono previsti 139 milioni di euro che permetteranno l’anno prossimo a circa 20.000 giovani di svolgere il servizio civile”. Questa modalità di finanziamento, secondo l’Apg23, non garantisce l’obiettivo di un Servizio civile universale aperto a tutti i giovani che ne vogliano fare richiesta e soprattutto non consente una stabilità di fondi nel tempo, condizione quanto mai necessaria. Inoltre, per gli anni successivi al primo, la programmazione triennale prevede 99 milioni di euro per il 2021 e 106 milioni di euro per il 2022, pari alla metà dei 230 milioni di euro che permettono oggi la possibilità di prestare servizio civile a 40.000 giovani volontari.

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