Azzardo: “Mettiamoci in gioco”, “preoccupante l’aumento del numero delle licenze per le Vlt”

“Sono scelte determinanti per il futuro del gioco d’azzardo lecito in Italia quelle che la politica è chiamata ad assumere nel corso delle prossime settimane. La legge di bilancio per il 2020 e la conversione in legge del decreto fiscale contengono al loro interno numerosi provvedimenti sul tema, in grado di incidere profondamente sulle ricadute economico-sociali del gioco d’azzardo nel nostro paese. In particolare, preoccupa l’articolo 92 della legge di bilancio che prevede un incremento del 2% delle licenze per Vlt (VideoLottery), che determinerebbe un aumento dell’offerta portando il numero delle licenze a 58mila”. L’allarme viene dalla campagna “Mettiamoci in gioco”.
“Resta sul tavolo – sottolinea la campagna – anche il tema dell’Intesa sulla legge di riordino nazionale del settore, raggiunta nel settembre del 2017 tra Stato e Regioni in sede di Conferenza unificata e rimasta sulla carta per la mancata emanazione dei decreti attuativi. Sull’Intesa, già nel 2017, abbiamo sollevato perplessità, in particolare sulle limitazioni degli orari di accesso al gioco d’azzardo stabilite dagli enti locali. Da tempo, infatti, la giurisprudenza di Tar e Consiglio di Stato è pressoché concorde nell’affermare che le 8 ore massime di apertura rappresentano un buon compromesso tra produttività del comparto e tutela della salute dei cittadini. L’Intesa, su questo tema, ribalta tale affermazione e prevede che i Comuni possano limitare il gioco per un massimo di sei ore (a fronte di 18 ore di apertura)”.
“Mettiamoci in gioco” ricorda: “Una recente sentenza del Tar Lazio – in contrapposizione alla giurisprudenza amministrativa maggioritaria – ha stabilito la valenza di “norma di indirizzo” degli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco stabiliti dall’Intesa. Tale sentenza è stata recentemente ripresa dal Ministero dell’Interno in una circolare inviata alle Prefetture e alle Questure del Paese. L’Intesa in questa circolare viene indicata come norma di indirizzo per l’azione degli enti locali, costituendo un parametro di legittimità dei provvedimenti adottati. È chiaro come tale ‘indirizzo’ del Viminale, seppur non vincolante, possa creare smarrimento sui territori, considerando che la quasi totalità delle ordinanze oggi applicate dagli Enti locali prevede una fascia oraria di limitazione del gioco superiore alle sei ore indicate dall’Intesa”.

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