Azzardo: “Mettiamoci in gioco”, “lo Stato non consideri più i proventi del settore una ‘riserva’ per far quadrare i conti”

“Un altro fronte estremamente delicato è relativo alle normative regionali. È fortissima la pressione che viene esercitata sulle Giunte e i Consigli allo scopo di indirizzare le scelte politiche verso soluzioni ‘al ribasso’, agitando l’arma della perdita dei posti di lavoro. Un tema reale, quello dell’impiego nel settore, che tuttavia deve misurarsi necessariamente con il diritto alla salute dei cittadini sancito dalla Costituzione”. Lo denuncia oggi, in una nota, la campagna “Mettiamoci in gioco” in merito al settore del gioco d’azzardo.
“Riteniamo che lo Stato debba fare una scelta difficile, ma non più procrastinabile – sostiene la campagna -: iniziare un percorso che lo porti gradualmente a non considerare più il gettito da gioco d’azzardo come ‘riserva’ per far quadrare i conti e finanziare provvedimenti una tantum. È, questa, una visione di cortissimo respiro e che non considera i danni – occulti, ma assolutamente reali – che l’indiscriminata offerta di gioco d’azzardo ha prodotto e continua a produrre a livello sociale, culturale, di sicurezza ed economico”.
Di qui l’auspicio di “mettiamoci in gioco” che “l’accordo raggiunto oltre due anni fa in Conferenza unificata Stato-Regioni venga ripreso, aggiornato, migliorato e, se possibile, ampliato. È un tema complesso e come tale richiede dialogo e soluzioni ragionate, senza dimenticare la necessità di stabilire un ordine delle priorità: la salute dei cittadini, la tutela dei lavoratori, i conti dello Stato. Priorità che non sono necessariamente contrapposte le une alle altre”.

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