Mcl: mons. Russo, “farci artefici di azioni comuni anche con chi ha un pensiero diverso dal nostro”

“Come cristiani dobbiamo sempre più far emergere la nostra identità. L’identità di una Chiesa in uscita, attenta al dialogo, che al suo interno significa ricerca di una comunione autentica e quindi far sì che anche i cattolici che si impegnano nel mondo del lavoro, lo facciano sapendosi mettere in relazione in modo positivo e costruttivo con i mondi che siamo chiamati a toccare e affrontare”. Lo ha detto mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, questo pomeriggio, a Roma, durante la visita presso la sede nazionale del Movimento cristiano lavoratori (Mcl). Nel corso dell’incontro con i componenti della presidenza e i responsabili dei servizi di Mcl, è stato presentato il programma per il 2020. Mons. Russo, richiamandosi a quello che è lo “stile ecclesiale”, ha incentrato il suo discorso sulla “necessità di essere artefici di azioni comuni anche con chi ha un pensiero diverso dal nostro”, con “un’attenzione particolare alle povertà, alle fragilità, e al sostegno delle disabilità”. “Il tempo che stiamo vivendo, pur nelle sue drammaticità, è comunque un tempo positivo – ha commentato – in quanto esige da ognuno di noi, e da tutti noi insieme, di essere veri. Ciò implica un fare che sia motivato dal desiderio di essere aderenti al Vangelo”.
A margine dell’incontro il segretario generale della Cei si è poi espresso in merito alle parole del Santo Padre sull’importanza del presepe nei luoghi pubblici, precisando che: “I simboli cristiani come il presepe sono simboli di pace, che a prescindere dalle proprie convinzioni personali, ci ricordano che qualsiasi uomo è chiamato ad essere costruttore di pace”.

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