Irlanda: invito dei vescovi ad accogliere nelle parrocchie almeno una famiglia di rifugiati. “Qualsiasi forma di xenofobia è contraria al cristianesimo”

Invito a tutte le parrocchie e comunità cattoliche ad accogliere e assistere i rifugiati “alla luce del messaggio evangelico”. A lanciarlo sono i vescovi irlandesi nel comunicato finale pubblicato al termine dell’assemblea plenaria che si è conclusa ieri al Saint Patrick’s College di Maynooth. Nel corso della riunione i vescovi hanno anche discusso del modello di “community sponsorship” per l’accoglienza dei rifugiati. Il Programma “pilota” adottato dal governo irlandese è stato al centro dell’incontro che si è tenuto lo scorso 19 novembre tra gli arcivescovi Eamon Martin, Diarmuid Martin, Michael Neary e Kieran O’Reilly con i ministri della giustizia e dell’immigrazione. Da qui l’invito dei vescovi cattolici alle parrocchie ad “essere più attive” nella accoglienza e integrazione dei rifugiati, promuovendo e sostenendo il Programma di sponsorship voluto dal governo che nel comunicato viene definito come “espressione pratica dell’insegnamento sociale cattolico e una risposta alla richiesta di Papa Francesco affinché ogni parrocchia possa ricevere e accogliere una famiglia di rifugiati”. La Commissione episcopale per la giustizia e la pace terrà una sessione informativa rivolta alle parrocchie e alle comunità che desiderano essere coinvolte in questo programma nella primavera del 2020. A Maynooth, i vescovi hanno parlato ed espresso “preoccupazione” per l’uso del linguaggio intollerante nel discorso pubblico e politico, nonché della crescente ostilità nei confronti dei migranti e dei rifugiati che si trasferiscono in Irlanda. Atteggiamento intollerabile se a compierlo sono i cristiani ai quali, hanno detto, “viene chiesto di dare l’esempio e dare il benvenuto allo straniero”.  Il pensiero si rivolge quindi all’Avvento come periodo di preparazione “alla venuta del Cristo-bambino tra noi, egli stesso un migrante, e alla nostra responsabilità di accogliere a braccia aperte coloro che arrivano qui in fuga dalla guerra, dalla persecuzione, dalla fame e da altre forme di miseria. Qualsiasi forma di xenofobia è contraria al cristianesimo”. E concludono: “Il razzismo non sarà sradicato senza cambiare il cuore delle persone e formare nuovi atteggiamenti”.

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