Diocesi: mons. Reali (Porto-Santa Rufina), “conoscere le origini della nostra Chiesa per crescere nell’accoglienza e nella fraternità”

“Il Giubileo per i novecento anni dell’unione delle antiche diocesi di Porto e di Santa Rufina ci dà l’opportunità di rivivere un passo importante della nostra lunga storia di fede”: lo ha affermato mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina, aprendo solennemente nei giorni scorsi il Giubileo diocesano nel nono centenario dall’unificazione della diocesi. Nell’omelia pronunciata durante la messa nella cattedrale in località La Storta (Rm), il presule ha ricordato come “nel vasto territorio esteso tra il litorale nord del Lazio e la Campagna romana la gente abbia praticato da subito l’accoglienza, con la consapevolezza di essere una casa aperta. Probabilmente l’apostolo Pietro diretto a Roma percorse la nostra terra e diede vita alla prima comunità. Attraversando questa porta, ancora oggi i pellegrini seguono le nostre strade per arrivare alla Sede di Pietro, per noi una vicinanza speciale di cui siamo onorati”. Una lampada del Giubileo è stata accesa simbolicamente durante la celebrazione, per indicare come “durante questo anno straordinario vogliamo conoscere meglio il nostro territorio e riscoprirne le ricchezze spirituali per crescere tutti nel senso di appartenenza, nell’identità e nella fraternità”. Il tema per l’Anno santo riprende infatti un’espressione usata da Callisto II nel decreto di unificazione del 1120, “Ex duabus una”: “Essa ci invita alla scuola dell’incontro e del dialogo per imparare a leggere nelle differenze i doni di ognuno da mettere assieme e condividere a sostegno di chi ne ha bisogno e del bene comune”, ha concluso mons. Reali.

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