Natale: mons. Corazza (Forlì-Bertinoro), “contro l’odio, l’antidoto della bontà e la forza del Vangelo”

“Il male si diffonde facilmente, alimenta se stesso in una catena senza fine. I nuovi mezzi di comunicazione sembrano incoraggiare l’aggressione verbale”, osserva con uno sguardo sull’attualità e sui più recenti episodi di cronaca mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro, nell’editoriale pubblicato su “Il Momento” come messaggio di Natale. “Come contrastare – si chiede il presule – tutto questo odio? Con l’antidoto della bontà? Ma nella borsa valori la bontà è messa all’ultimo posto. Non si vuol più essere considerati buoni. Troppe volte è sinonimo di stupido”. “Proprio a Natale – osserva – si corre il rischio di peggiorare la situazione. Essere buoni a Natale è la più grande ipocrisia collettiva”. Eppure “noi crediamo in un Dio che è infinitamente buono. I santi sono buoni”. Di qui l’esortazione a riflettere sul significato della bontà e a leggere la parabola del buon Samaritano che ha avuto compassione dell’uomo aggredito lungo la strada e se ne è preso cura. “Impariamo allora dal Vangelo, che è salvezza del nostro convivere, della nostra umanità, scossa da paure, egoismi, odi, fatti passare come interesse personale o nazionale. Dal rancore non può venire nulla di buono, per nessuno, neanche per chi odia e offende la dignità della persona”, il monito di mons. Corazza. L’invito, infine, a “prendere in mano il Vangelo e leggere davanti al presepe della nascita di Gesù, da Luca o Matteo. Possiamo restare indifferenti di fronte ai Gesù di oggi? Auguro una sana inquietudine – conclude – a chi è abituato a giudicare offendendo gli altri, e una fermezza nella fiducia nel Dio che si fa bambino, in chi crede nella forza del Vangelo”.

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