Attacco a casa di rabbino a New York: le reazioni delle comunità ebraiche in Italia, “forze politiche in Parlamento trovino soluzione all’odio”

“Continuano gli episodi di antisemitismo in Usa e nel resto del mondo. Serve una riflessione pacata e condivisa da parte di tutte le forze politiche in Parlamento per trovare una soluzione all’odio antiebraico”.  Lo chiede la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, a seguito dell’attacco a colpi di machete compiuto da un cittadino afroamericano, che ha fatto irruzione nella casa di un rabbino della comunità chassidica di Monsey, nello Stato di New York. Si tratta, secondo Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), di un fatto che indica chiaramente l’escalation dell’odio contro gli ebrei nel mondo. “C’è senza dubbio un aumento di attacchi specifici antisemiti che non si può più sottovalutare”, afferma la rappresentante dell’ebraismo italiano, che, in una intervista rilanciata dal portale dell’ebraismo italiano “Moked”, chiede all’Italia di recepire anche a livello normativo la definizione di antisemitismo dell’Ihra perché “consentirebbe di operare”.

Così l’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra) chiarisce: “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree, o non ebree, e/o la loro proprietà, le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto”. Nel testo, si elencano una serie di esempi contemporanei di antisemitismo nella vita pubblica: incitare e contribuire all’uccisione di ebrei o a danni a loro scapito; avanzare accuse false, disumanizzanti, perverse o stereotipate sugli ebrei, in quanto tali; accusare gli ebrei di essere responsabili di comportamenti scorretti, effettivi o immaginari; negare il genocidio degli ebrei perpetrato dalla Germania nazionalsocialista e dai suoi sostenitori e complici durante la Seconda Guerra mondiale (l’Olocausto). Si tratta di un elenco essenziale per individuare atti violenti come antisemiti e punirli come tali. La richiesta dell’Ucei infatti è che “istituzioni, magistratura, forze dell’ordine siano responsabili nel saper qualificare un determinato fenomeno come atto antisemita: cosa che purtroppo non avviene così spesso come noi richiediamo”.

 

 

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