Giornata persone disabili: Istat-Cip-Inail, 1,4 milioni di anziani non sono autonomi nella cura della propria persona

In molti casi in Italia la disabilità coincide con un deficit di salute. E questo può trasformarsi in esclusione sociale. È uno dei dati che emergono dal rapporto “Conoscere la disabilità” che l’Istat ha realizzato in collaborazione con il Comitato italiano paralimpico e l’Inail, i cui contenuti sono stato resi pubblici oggi, in occasione della Giornata mondiale delle persone con disabilità. La quota di persone che riferiscono di essere in cattive condizioni di salute è pari al 61% (62,8% tra le donne), contro lo 0,6% nel resto della popolazione. Più marcate sono le differenze se si prende in esame la popolazione anziana: 68,7% contro l’1,6%. In Italia 1,4 milioni di anziani, in gran parte ultrasettantacinquenni (1,2 milioni), non sono autonome nella cura della propria persona, nel fare il bagno o la doccia, sdraiarsi e alzarsi dal letto o sedersi e alzarsi da una sedia, vestirsi e spogliarsi, usare i servizi igienici e mangiare.
Dal rapporto emerge, inoltre, come ancora oggi la quota di persone con disabilità che hanno raggiunto titoli di studio più elevati (diploma di scuola superiore e titoli accademici) è pari al 30,1% tra gli uomini e al 19,3% tra le donne, a fronte del 55,1% e 56,5% per il resto della popolazione. Nell’ultimo decennio il numero di alunni con disabilità iscritti nelle scuole italiane è passato da circa 200mila (2009/2010) a 272mila (2017/2018). Molto marcate sono le differenze territoriali: l’accessibilità fisica è assicurata dal 66,2% delle scuole della Valle d’Aosta e soltanto dal 21,6% di quelle della Campania; l’accessibilità senso-percettiva dal 38,4% delle scuole della Provincia di Bolzano e soltanto dall’8,5% da quelle della Calabria.

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