Natale: Norcia, celebrazione tra le rovine della Concattedrale. Mons. Boccardo, “un grido di dolore e di speranza”

Il Bambino Gesù deposto su alcune pietre della concattedrale di Santa Maria, a Norcia, crollata dopo i sismi del 2016: è questa l’immagine del Natale 2019 celebrato a Norcia, tra le rovine della chiesa, dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo.

Una celebrazione seguita da moltissimi fedeli, solo novanta dei quali accomodati all’interno della concattedrale, per motivi di sicurezza. Presente il sindaco della città, Nicola Alemanno. Era la prima volta dal 2016 che i fedeli rientravano all’interno della chiesa madre di Norcia. “Celebrare una messa tra i ruderi di una chiesa – ha detto mons. Boccardo – può essere ancora un grido di dolore e di speranza: dolore per il prolungarsi dell’attesa che affievolisce fino a spegnerli sogni e progetti; speranza che, nonostante tutto, mantiene viva la fiducia nell’uomo e nella sua capacità di lavorare efficacemente per l’edificazione del bene comune, al di fuori e al di sopra di interessi e fazioni. Può essere infine una implorazione accorata che sale a Dio, affinché continui a prendersi cura provvidente dei suoi figli, e si rivolge alle Istituzioni perché il grande cantiere della ricostruzione imbocchi finalmente il cammino della concretezza”. E, allora, “a Gesù che viene tra noi chiediamo il dono di un’esistenza rinnovata, di una politica con più fiato, di una maggiore attenzione a chi ci sta accanto, di una più grande fiducia nelle istituzioni, meno egoismi privati e più coraggio pubblico, l’apparire di prospettive capaci di giustificare i sacrifici che dobbiamo affrontare, un tempo – ha concluso l’arcivescovo – per tutti di concordia, serenità e pace”. “Oggi ci riprendiamo un pezzo della nostra storia – ha affermato il sindaco di Norcia Alemanno -. Tutti abbiamo ricordi legati a questa chiesa: i sacramenti ricevuti, le messe domenicali e per le grandi solennità. Questa messa è stato un segnale forte di unità e di speranza per Norcia; un segnale che ci dice che questa comunità ce la può fare a rialzarsi”.

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