Natale: mons. Mansi (Andria), “Gesù è il Buon Samaritano che ci viene a curare dall’egoismo”

Mons. Luigi Mansi

C’è “una profonda connessione” tra la parabola del Buon Samaritano e il mistero del Natale. Lo evidenzia mons. Luigi Mansi, vescovo di Andria, nei suoi auguri per Natale. “Il racconto del Buon Samaritano altro non è che in ‘in parabola’ ciò che ha fatto Dio per noi uomini. Ci ha visti feriti dalle conseguenze del peccato, ma non è passato accanto restando indifferente, come fanno, nella parabola, il sacerdote e il levita, che pure erano uomini del tempio, che vanno via senza fermarsi. No, Lui, il Signore, si è impietosito dello stato in cui ci ha visti, feriti dalle conseguenze dell’egoismo e della cattiveria, e si è fatto vicino, addirittura si è fatto uno di noi, ha assunto egli stesso la nostra carne umana e l’ha fatta sua, con tutto il suo carico di fragilità e di debolezza, frutto delle conseguenze del peccato che in mille forme e variazioni, ammorba la storia umana”. Sì, prosegue il presule, “è soprattutto il peccato, l’egoismo che provoca schiere innumerevoli di vittime innocenti, proprio come capita talvolta negli incidenti, di cui è piena la cronaca quotidiana”.
Insomma, “allo scopo di non lasciarci soli nel patire le conseguenze della nostra fragilità, Lui stesso si è fatto uno di noi e, diventando così ‘buon Samaritano’, si è preso cura di noi ed è venuto addirittura a stare in mezzo a noi”.
Il mistero natalizio, precisa il vescovo, “non ci allontana dal cammino che come Chiesa stiamo cercando di compiere, anzi, ci porta al centro di esso”. Infatti, la sua lettera pastorale “… si prese cura”, che che sta scandendo il cammino della Chiesa di Andria in questo anno liturgico-pastorale 2019-2020, ha come icona la parabola del Buon Samaritano. “Vorrei che tutti lo ricordassimo e lo vivessimo con grande intensità spirituale e non solo con tutta la coreografia tipica del tempo natalizio: luminarie per le strade, poesie dei bambini, presepi, negozi addobbati, regali… È questo carissimi il mio augurio natalizio”, conclude mons. Mansi.

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