Diocesi: Siracusa, inaugurato l’Emporio della solidarietà. Mons. Pappalardo, “segni per far crescere nella carità e nell’amore”

“Questi semplici segni ci devono far crescere nella carità e nell’amore. Un modo per far trovare un sollievo. Vivere il Natale significa moltiplicare i gesti di questo tipo”. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, inaugurando l’Emporio della solidarietà, una sorta di supermarket in cui saranno distribuiti gratuitamente, attraverso una card, beni alimentari e prodotti per l’igiene per persone singole e nuclei familiari in condizioni di difficoltà. In Sicilia sono presenti Empori a Palermo, Catania, Caltagirone e Caltanissetta. Ma quello di Siracusa è il primo gestito direttamente da utenti Caritas. “L’Emporio fa parte della rete degli Empori solidali di tutta Italia nati da Caritas italiana, è un luogo in cui i nostri fratelli in difficoltà possono fare la spesa – ha spiegato don Marco Tarascio, direttore della Caritas diocesana -. Saranno loro a prendere ciò che serve per la loro casa. Era nato un bazar della solidarietà in cui davamo detersivi e prodotti per l’igiene personale. Oggi abbiamo allargato, dando dei prodotti anche alimentari. Dovremmo portare questo luogo ad avere anche una linea di prodotti freschi”. La card per la spesa potrà essere ricaricata anche con la solidarietà, cioè mettendo il proprio tempo a disposizione per servizi di volontariato. Agli utenti sarà richiesto di sottoscrivere un patto etico per la gestione dei beni ricevuti e l’adesione a corsi di economia domestica che mirano a evitare lo spreco alimentare e all’utilizzo di prodotti sani. Avviata anche una collaborazione con il Banco alimentare della Sicilia per ricevere beni materiali attingendo al Fondo di aiuti europei agli indigenti e alla raccolta alimentare organizzata dal Banco. L’Emporio ha visto la collaborazione in questa fase di avvio della Kairos, società del settore turistico, e della Deputazione della Cappella di Santa Lucia. Per accedere all’Emporio bisognerà rivolgersi al centro d’ascolto parrocchiale che accertato lo stato di necessità provvederà ad inoltrare la pratica.

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