Natale: mons. Pellegrini (Concordia-Pordenone), “come i pastori e i magi essere segno di speranza”

“Che bello sarebbe se a partire dal 25 dicembre fossimo noi moderni pastori che vedendo ciò che accade nella grotta cantano ‘Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra a chi egli ama’. Che bello se fossimo come attuali magi che cercano una stella diversa dalle altre e capace di dischiudere nuovi orizzonti alla strada su cui siamo. Che bello sarebbe se fossimo noi, ciascuno di noi cristiani di oggi, a diventare segno vivo ed esempio vero che invita a far posto alla buona notizia”, a “raccontare l’Emanuele, il Dio con noi. A chi è senza speranza, a chi ne ha fin troppa riposta altrove, a chi domanda, a chi tace, a chi è triste, a chi è felice… a chi ci vive accanto e attende proprio da noi l’annuncio di ciò che dà senso alla vita”. Così mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone, nel messaggio per le festività natalizie.  “Forse – osserva – non sempre riusciamo a cogliere la profondità del mistero” o più “semplicemente speriamo e alimentiamo in noi una domanda, una ricerca – siamo aperti al dono che viene dall’Alto e non si rassegna a considerare il Natale un giorno come gli altri. Proprio perché si tratta del Dio che si fa uomo, della luce che rende vera ogni piccola luce terrena, con il Natale le cose cambiano e noi stessi possiamo finalmente iniziare a cambiare. E questa festa assume il carattere dell’incontro: un incontro che non si può dimenticare e del quale si vorrebbe parlare a tutti”.

 

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