Parlamento Ue: risoluzioni sulla difesa dei diritti umani in Russia, Afghanistan, Burkina Faso, Iran e Nicaragua

(Strasburgo) In chiusura di plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo ha adottato una serie di risoluzioni sul rispetto dei diritti umani nel mondo. I richiami al rispetto dei diritti riguardano in particolare Russia, Afghanistan, Burkina Faso, Iran e Nicaragua. I deputati chiedono alle autorità russe di “abrogare immediatamente” la legge sugli “agenti stranieri” e di “allineare la legislazione esistente con la costituzione e gli obblighi della Russia ai sensi del diritto internazionale”. Questa legge del 2012 impone alle organizzazioni non governative del Paese di registrarsi presso il ministero della Giustizia come “organizzazioni che svolgono le funzioni di agenti stranieri” se ricevono finanziamenti stranieri o sono impegnate in “attività politiche” vagamente descritte. La risoluzione condanna anche le modifiche recentemente approvate alla “legge sugli agenti stranieri”, che ne ampliano considerevolmente il campo di applicazione e consentiranno alle persone di essere screditate o etichettate come “agenti stranieri”. Questa misura viene spesso utilizzata contro rappresentanti della società civile, membri dell’opposizione politica o giornalisti indipendenti. Sempre oggi, il Consiglio dei ministri Ue ha prorogato fino al 31 luglio 2020 le sanzioni economiche riguardanti settori specifici dell’economia russa. Le misure riguardano i settori finanziario, dell’energia, della difesa.
In una risoluzione specifica, i deputati denunciano l’uso sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza iraniane contro i manifestanti non violenti. Almeno 304 persone sono state uccise, con molti più feriti e migliaia di arrestati dopo che “decine di migliaia di persone provenienti da tutto l’Iran e in rappresentanza di tutti i segmenti della società hanno esercitato il loro diritto fondamentale alla libertà di riunione”. L’Euroassemblea esorta invece il governo nicaraguense a porre fine alla repressione in corso sulle voci dell’opposizione e chiede il ripristino del dialogo tra le forze politiche del Paese.

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