Papa Francesco: ad ambasciatori, serve “impegno a tutti i livelli” per “gestione responsabile della terra”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Solo quando mettiamo da parte l’indifferenza e la paura può crescere e prosperare un vero clima di rispetto reciproco. Questo, a sua volta, porta allo sviluppo di una cultura dell’inclusione, a un sistema economico più giusto e a varie opportunità per la partecipazione di tutti alla vita sociale e politica”. Ne è convinto il Papa, che ricevendo in udienza gli ambasciatori straordinari e plenipotenziari di Seychells, Mali, Andorra, Kenya, Lettonia e Niger ha chiesto loro di “affrontare le situazioni di ingiustizia, discriminazione, povertà e disuguaglianza che affliggono il nostro mondo e minacciano le speranze e le aspirazioni delle generazioni future”. “Sempre più spesso vediamo che la pace è ostacolata anche dalla mancanza di rispetto per la nostra casa comune e in particolare dallo sfruttamento abusivo delle risorse naturali, viste solo come fonte di profitto immediato, senza considerazione per i costi che ciò comporta per le comunità locali e per la natura stessa”, l’appello di Francesco, secondo il quale “il nostro mondo sta affrontando una serie di sfide complesse per la sostenibilità dell’ambiente, non solo per il presente ma anche per l’immediato futuro”. “Il recente Sinodo sulla Regione panamazzonica ha fatto appello a un rinnovato apprezzamento del rapporto tra comunità e terra, tra presente e passato e tra esperienza e speranza”, ha ricordato il Papa: “L’impegno per una gestione responsabile della terra e delle sue risorse è urgentemente richiesto a tutti i livelli, dall’educazione familiare alla vita sociale e civile, fino alle decisioni politiche ed economiche”.

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